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Gasdotto, l’abbraccio ideale degli studenti dell’Unisalento con gli attivisti NoTap

by Redazione
23 Agosto 2017 12:04
in Attualità
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Ore nevralgiche quelle che la popolazione salentina e non vive in questi giorni, spogliata quasi dallo Stato che invece dovrebbe tutelare o quantomeno ascoltare. L'ennesimo messaggio contro la realizzazione del Gasdotto Tap arriva anche dagli studenti universitari i quali chiamano a raccolta la comunità accademica dell'Università del Salento e lo fanno all'interno dell'edificio simbolo dell'istituzione, l'Ateneo "Codacci-Pisanelli".
 
Un abbraccio ideale e simbolico del sindacato studentesco Studenti Indipendenti – Lecce che punta a coinvolgere gli attivisti, i liberi cittadini e gli amministratori che in questi giorni hanno piantato all'interno del cantiere di San Foca gambe e sentimento.
 
"Contro lo stupro della nostra terra, per informare, formare e creare coscienza critica all'interno del nostro ateneo – rimarca Marco Garofalo nell'introduzione dell'evento – ricordando a tutte e tutti di partecipare perché ogni qual volta uno di noi decide di restare a casa diventa parte del sistema, lo stesso sistema che vuole fortemente il Gasdotto TAP".
 
"La battaglia mia, del sindaco Potì e di tutti gli altri parte da lontano" esordisce il sindaco di Vernole Luca De Carlo. Una fase delicata quella che vive il territorio in questo momento, giorni in cui la partecipazione di uomini e donne, laddove dovesse calare, potrebbe mettere la parola fine alla lotta di coloro i quali da anni e da giorni si sono sottoposti alla tutela di questo lembo di terra. "Abbiamo sempre lottato contro questa infrastruttura – continua De Carlo – paradossalmente questa battaglia è iniziata tardi poiché la maggior parte delle decisioni erano già state prese nel 2011. Ora dobbiamo vivere il presente, senza guardare al passato, per cercare quantomeno di salvare il salvabile". 
Dall'intervento del sindaco di Vernole, che invita alla partecipazione pacifica di attivisti e cittadini, si denota subito l'agitazione, la preoccupazione e l'allarmismo sui risvolti della faccenda.
 
"Non siamo la generazione di sindaci e amministratori del non fare, non vogliamo quest'opera perché é devastante per il nostro territorio; non lo vogliamo perché la nostra terra, già martoriata di suo – con riferimento alla centrale di Cerano, ndr – vede spostare e mandare al macello, come se nulla fosse, circa un migliaio di alberi di ulivo; non lo vogliamo perché la politica nazionale ha dimostrato di non aver nessun interesse nel raccogliere la riflessione meditata dai cittadini di Melendugno e delle altre città della provincia. Non lo vogliamo – conclude -perché il punto individuato per l'approdo del maxi tubo rappresenta l'unico fazzoletto di terra rimasto vergine  e non deve essere compromesso dalla realizzazione del gasdotto".
 
É duro l'attacco del Consigliere regionale e membro della Commissione Ambiente, Antonio Trevisi, all'indirizzo dell'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e all'attuale presidente Michele Emiliano che passa ad analizzare alcuni aspetti poco confortanti dell'opera. "Se vi dicono che Tap serve perché noi dobbiamo decarbonizzare sappiate che è una bugia. Tap non è un tubo di gas qualsiasi ma un sistema di trasporto ad alta pressione con gas liquido che dovrebbe poggiarsi su un fondale sabbioso, profondità sì a basso rischio sismico ma non inermi alle scosse".
 
Le parole di rimprovero coprono poi Michele Elia che di Tap è il nuovo Country Manager Italia. Elia è un Senior Executive con molti anni di esperienza lavorativa nel settore delle infrastrutture in Italia che ha sviluppato il proprio percorso professionale nel gruppo Ferrovie dello Stato per oltre 40 anni ricoprendo diversi e significativi incarichi: Elia è stato da ultimo Ammi-nistratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana (gestore dell'infrastruttura FS) dal 2006 al 2014 e dal 2014 al 2015 Amministratore Delegato di FS.
 
"Dando uno sguardo al suo profilo professionale chiunque si fiderebbe di lui ma se Michele Elia é lo stesso che ha ricevuto lo scorso gennaio 2017, dal Tribunale di Lucca, una condanna in primo grado a 7 anni e sei mesi di reclusione, beh, no grazie" rilancia  Trevisi.
 
Tra i presenti in aula c'erano una delegazione del Presidio No Tap e il legale del Comitato, Mario Tagliaferro.
 
A cura di MATTIA CHETTA

Tags: gasdotto-tap
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