Ecotassa, parte l’iniziativa collettiva per il rimborso delle somme non dovute alla Regione

I comuni avrebbero dovuto versare per gli anni dal 2014 al 2019 circa 20milioni di euro, la Regione, invece, ne ha incassati 70. Quinto: “Ci auspichiamo che venga riconosciuto l’errore”.

“L’auspicio è che l’Ente regionale riconosca l’errore commesso e restituisca prontamente le somme indebitamente pretese dalle comunità locali. Ciò anche in considerazione del fatto che quelli importi sono stati versati direttamente dai cittadini pugliesi attraverso il pagamento della Tari e che della restituzione beneficerebbero gli stessi cittadini attraverso una corrispondente riduzione della pressione fiscale già a partire dal 2020”, con queste parole, l’avvocato Luigi Quinto, legale dei 32 comuni della provincia di Lecce che si sono costituiti in giudizio contro la Regione Puglia per l’ecotassa, commenta l’attivazione di un’iniziativa collettiva chiedendo a “Via Capruzzi” la restituzione delle somme illegittimamente richieste e versate dalle amministrazioni.

Il Consiglio di Stato, del resto, è stato cristallino stabilendo  un principio molto chiaro. I Comuni che hanno conferito in discarica solo rifiuti trattati nei così detti impianti TMB avrebbero dovuto pagare l’ecotassa nella misura minima di €/ton 5,16 fissata dalla legge nazionale.

Segnali poco rassicuranti

I segnali provenienti dalla Regione non sono rassicuranti. Se è vero che il Consiglio regionale ha approvato una mozione proposta dai consiglieri di opposizione che impegna la Giunta a valutare la possibilità di procedere alla restituzione, è altrettanto vero che sulla mozione il Presidente Emiliano, come riportato dalla stampa, si è astenuto, evitando di prendere posizione.

Importi rilevanti

Si tratta di importi considerevoli. Basti considerare che tra il 2014 ed il 2019 la Regione Puglia, applicando correttamente la norma nazionale, avrebbe dovuto incassare somme per 20 milioni di euro, nel mentre dai bilanci regionali risultano incassati circa 70 milioni, con un maggior gettito di 50 milioni, non dovuto secondo la sentenza.

Due gli scenari possibili a questo punto: la Regione potrebbe dare corso alla richiesta dei Comuni restituendo le somme illegittimamente richieste per gli anni scorsi, oppure potrebbe rimanere inerte, costringendo le amministrazioni ad avviare nuove battaglie legali davanti alla magistratura.

“C’è da augurarsi – ha concluso l’avvocato Quinto – che la Regione prenda finalmente atto del proprio errore nel richiedere ai cittadini pugliesi somme che non erano dovute. Lo hanno affermato il TAR, il Consiglio di Stato e persino la Corte Costituzionale. L’auspicio è che si ponga finalmente fine alla fase di contrapposizione e si passi ad un tavolo di confronto e concertazione tra gli Enti locali, da me sempre auspicato nel corso dei vari contenziosi ma finora sempre rifiutato dalla Regione, così da pervenire ad una soluzione che possa salvaguardare sia il contenimento della tassazione a carico dei cittadini, sia la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica. “Nulla vieta – lo ha detto la Corte Costituzionale – che il sistema di incentivi alla raccolta differenziata e il trattamento fiscale agevolato previsto per gli scarti e i sovvalli coesistano’”.



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