Da Napoli con la maglia del Lecce incontra l’Atalanta, ma si becca un “terrone del c***o”

C’è anche un po’ di giallorosso attorno all’episodio che nelle ultime ore sta facendo il giro del web e che riguarda un tifoso del Napoli, apostrofato in malo modo da un dirigente accompagnatore dell’Atalanta.

La notizia mischia calcio e campanilismo territoriale, ma anche e soprattutto epiteti discriminatori tra nord e sud d’Italia. Ma andiamo con ordine.

Siamo a Torino: questa sera il campionato di Serie A propone il big match tra la Juventus, prima in classifica, e la slanciatissima e spumeggiante Atalanta. Una sfida da leccarsi i baffi per gli appassionati.

All’arrivo in Piemonte della squadra bergamasca, però, si è presentato un ragazzo, telefonino alla mano che, andando verso Giampiero Gasperini ha urlato un accorato “Forza Napoli!”. Il tecnico della Dea non l’ha presa bene, ma peggio di lui ha fatto un dirigente nerazzurro – il Team Manager – che, prima ha gli ha chiesto (non gentilmente) di non rompere, per poi apostrofarlo con un “terrone del c…“. Infine, espressione blasfema, per nulla elegante per un dirigente.

Gesto e parole da condannare, e poco altro da aggiungere.

Ma cosa centra il giallorosso in questa storia? Eccolo spiegato. Il tifoso napoletano, ripreso in video da qualcuno lì presente, indossava una maglia per i salentini molto familiare. Si tratta della maglia da trasferta stagione 2013/14, numero 10 alle spalle. In pratica quella indossata da Fabrizio Miccoli.

Maglia bianca, lupetto stilizzato sul fianco destro, banda giallorossa e sulla destra e inconfondibile numero 10 di miccoliana memoria. Che sia un sostenitore del Sud in tutte le sue forme? Non lo sappiamo, ma quel che è certo è che anche a Lecce qualcuno – anzi, più di qualcuno – si è risentito dell’insulto rivolto dal bergamasco.



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