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La barzelletta dello Stato italiano. L’editoriale di leccenews24.it

by Redazione
11 Dicembre 2013 12:33
in Attualità
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Negli ultimi anni, mentre la Giustizia assediava la Politica e la Politica screditava la Giustizia, il potere di deterrenza dello Stato ha cominciato a scricchiolare. E mentre i cittadini con i forconi in mano si rivoltano contro le Istituzioni, gli ergastolani continuano a comandare anche dal carcere. La vicenda del processo sulla trattativa Stato-Mafia è paradossale.

L’Italia non s’è desta. La battaglia dello Stato contro la criminalità non è efficace se oggi a Milano e in Italia si temono attentati contro importanti magistrati, e gli stessi magistrati dovrebbero riflettere sulla capacità reale della loro azione giudiziaria.

Se l’ergastolano Salvatore Riina continua a fare paura anche dal carcere, ci dobbiamo chiedere a cosa serve il carcere e l’isolamento. Se il contadino di Corleone continua a fare il capo dopo vent’anni di prigione a fine pena mai, ci possiamo anche chiedere se basta l’ergastolo, o se bastano mille ergastoli. Evidentemente no, non bastano.
Se si propone ad un pm antimafia di spostarsi a bordo di un carrarmato dell’esercito, tutto il sistema giudiziario e penale in Italia non appare sufficiente, né credibile.
Un punto dolente per lo Stato, che non ci fa una bella figura. Non la fa fare ai suoi rappresentanti, e non la fa davanti al mondo.

Lo Stato che patteggia con i criminali è già poco onorevole, ma uno Stato che non riesce ad arginare alcuni criminali, nemmeno quando li mette all’ergastolo, è sul confine della commedia nera.
Non è tanto grave quello che dice Riina al boss pugliese, così come emerge dalle intercettazioni ambientali, ma il fatto che parli come se i muri del carcere non servissero a tenerlo lontano dal mondo, assiso com’è addirittura al centro della scena. Il leggendario boss sa tutto, comunica, è informato, e appare ancora un soldato indomito.

La politica italiana farebbe bene a ragionare di comune accordo con la magistratura su come fare ad impedire che ciò possa avvenire in un Paese che vorrebbe fare almeno finta di essere normale, piuttosto che farsi la guerra, perché oggi nessuno sa più che cosa potrebbe succedere mentre lo Stato sovrano è poggiato sul fianco di una lenta agonia in un triste tramonto. 

Tags: mafie
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