Lecce si tinge di Arcobelano, la manifestazione a sostegno della legge contro omotransfobia e misoginia

Si è tenuta ieri la manifestazione a Porta Napoli (e in tante piazze italiane) a supporto del disegno di legge Zan, proposto dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan.

Lecce scende in piazza per i diritti Lgbtq+. Si è svolta ieri, in tantissime piazze italiane, la manifestazione a sostegno del ddl Zan, la tanto discussa legge contro l’omotransfobia e la misoginia. Porta Napoli si è colorata di arcobaleno, raccogliendo tutti i sostenitori del disegno di legge proposto dal del deputato Partito Democratico Alessandro Zan.

Sono tante le piazze che si sono riempite di manifestanti, da Nord a Sud del Paese, a favore di una legge che tutela i diritti delle persone Lgbtq+. Calendarizzata per il 20 ottobre, però, la discussione in Parlamento slitta alla settimana seguente a causa dei contagi tra i parlamentari, su richiesta delle opposizioni.

Il disegno di Legge

A differenza dei vicini europei, l’Italia non ha, al momento, una legge contro l’omotransfobia. Obiettivo principale della legge è quello di combattere le discriminazioni e le violenze per orientamento sessuale, genere e identità di genere. Nel testo che porta il nome di Zan confluiscono cinque proposte con il fine di estendere la normativa già esistente. La proposta di legge, infatti, vuole modificare gli articoli 604 bis e 604 ter del codice penale, oltre al decreto-legge 26 aprile 1993, numero 122, che punisce l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o di nazionalità.

Con l’approvazione del disegno di legge, viene istituita una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, prevista per il 17 maggio. Non è casuale la scelta della data: il 17 maggio 1990, infatti, fu presa la decisione di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Le opposizioni

Non tutti hanno accolto positivamente il disegno di legge contro omotransfobia e misoginia. In testa all’opposizione Lega e Fratelli d’Italia che parlano di “legge liberticida” e “bavaglio alla libertà di espressione”. Contrarie anche le reazioni della Conferenza episcopale italiana (Cei): anche la chiesa si è schierata contro il disegno di legge che potrebbe portare a “derive liberticide” e a “colpire l’espressione di una legittima opinione”.

In contemporanea alle manifestazioni di ieri, gli oppositori del disegno di legge sono scesi in Piazza del Popolo a Roma per protestare “per la libertà di pensiero”. Non si è fatto attendere il commento della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che su Facebook ha scritto: “Il nostro ordinamento tutela già oggi qualsiasi tipo di offesa alla persona a prescindere da quale che sia il suo orientamento sessuale e i dati ufficiali confermano che non c’è nessuna emergenza. Lo scopo di questa proposta è un altro: punire, mettere in carcere e rieducare chi non si allinea al mainstream”.