‘Chi ha creduto nel concorso per Oss del Riuniti di Foggia merita rispetto’, il Cobas scrive a Mattarella

Il Cobas Funzione Pubblica scrive al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro, al Presidente e Assessore Regionale alla Sanità

Il problema della grave carenza di personale e soprattutto di oss nelle strutture sanitarie del Salento e della Puglia giunge sul tavolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A scrivere al Capo dello Stato il Sindacato Cobas Pubblico Impiego di Lecce che da tempo porta aventi la questione creatasi con il mancato rinnovo contrattuale da parte della Asl del capoluogo salentino di 110 unità di personale della graduatoria del Riuniti di Foggia.

Adesso la situazione sembra essere ancora più paradossale dal momento che la legge n. 234 del 30 dicembre 2021 autorizza una stabilizzazione accelerata, anche del personale sanitario, abbassando i mesi di servizio da 36 a 18. Il tutto come se quel concorso a tempo indeterminato non ci fosse.

Del resto non si capisce il perché, dicono dal sindacato, se come recita il 4° comma dell’articolo 97 della Costituzione Italiana “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”, si trovino di fatto penalizzati i circa 14 mila vincitori ed idonei del concorso foggiano la validità della cui graduatoria è passata da 3 a 2 anni.

“Da un’attenta analisi legislativa in Asl di Lecce – scrivono dal Cobas – si evince che i 110 posti liberati dagli idonei della graduatoria a tempo indeterminato del Riuniti di Foggia che sono stati mandati a casa dopo 8 mesi di servizio (cioè 4 mesi + 4 mesi) hanno liberato i posti in organico che saranno oggetto di nuovi concorsi riservati al personale con 18 mesi di servizio. Si è accorciata la validità della graduatoria di Foggia sino a Giugno 2022 in modo da poter fare nuovi concorsi riservati con altro dispendio di risorse pubbliche e nelle more delle prove di concorso si faranno altri avvisi pubblici creando altro precariato in tutte le Asl pugliesi”. E di tutto ci sarebbe bisogno tranne che di lavoro precario.

Cobas chiede così l’intervento delle più alte cariche istituzionali per provare ad avere una risposta che chi ha creduto nel concorso non riesce a trovare nei fatti concreti che si succedono quotidianamente.