‘Non era un gay pride’, l’hashtag dell’ex consigliere fa insorgere Agedo. Lettera aperta alla comunità di Presicce-Acquarica

Gianluigi del Sole, per criticare l’organizzazione dell’evento ‘Presicce in Mostra’, aveva lanciato due hashtag ritenuti omofobi. Gianfranca Saracino di Agedo: ‘Certe parole addolorano le famiglie con figli Lgbt’

#noneraungaypride e #maipiùcomeilGayPride. Ha pensato bene di demolire con questi due hashtag l’organizzazione dell’evento Presicce in Mostra, che evidentemente non deve essergli proprio piaciuto, l’ex consigliere comunale Gianluigi Del Sole.

Ma quei commenti hanno offeso la sensibilità di molti, certamente quella di Gianfranca Saracino, Presidente di Agedo Lecce, l’Associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBT+, che ha voluto rispondere con una lettera aperta al già amministratore:

Certe parole addolorano noi famiglie con figli e figlie LGBT (che siamo dappertutto, anche a Presicce- Acquarica), feriscono le persone LGBT che abitano in questa meravigliosa città e fanno male. Offendono, inoltre, la comunità intera che si è sempre dimostrata accogliente e inclusiva nelle sue iniziative con politiche sociali aperte e moderne. Crediamo che a nessuno di noi facciano piacere le offese. Bisogna stare attenti alle parole e alle espressioni che usiamo, soprattutto se non le conosciamo appieno: potremmo ferire persone anche a noi molto vicine’.

Insomma perché criticare l’allestimento di una mostra facendo riferimento ad una manifestazione che nel suo dna ha la sensibilizzazione contro ogni forma di omofobia? Perché usare quegli hashtag per ridicolizzare un evento che vuole difendere i diritti di ciascuno di vivere la propria sessualità?

‘Non c’è bisogno di ricordare le tante persecuzioni subite nei secoli dalle persone omosessualiprosegue Gianfranca Saracino – , ma ci preme evidenziare che certi atteggiamenti promuovono offese, discriminazioni, insulti, aggressioni e rifiuto che ancora oggi, nell’Italia del 2019 – per fortuna sempre meno – uomini e donne, ragazze e ragazzi LGBT subiscono all’interno e fuori delle loro famiglie, spesso da genitori e da parenti che, invece, per primi dovrebbero difenderli e sostenerli – dai colleghi di lavoro, dai compagni di classe, dai vicini di casa, da sconosciuti, e così via’.

Ecco perché Agedo ha sentito il bisogno di scrivere una lettera alla comunità di Presicce-Acquarica per chiedere sostegno e stigmatizzare certe frasi che offendono. Il Pride, come viene chiamato, rappresenta l’affermazione della propria libertà e la rivendicazione di diritti ancora negati, primo fra tutti quello al riconoscimento della propria esistenza. Un po’ di rispetto non fa mai male. Da parte di tutti. Sempre.



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