Arrivano i lidi amici delle tartarughe, siglata l’intesa fra Legambiente e Federazione balneari

L’accordo avrà lo scopo proteggere adeguatamente le spiagge adatte alla nidificazione della specie caretta caretta in via di estinzione.

“Nel Mediterraneo sono circa 7000 mila i nidi di tartarughe marine, ma in Italia sono solo alcune decine. Il protocollo firmato con la FIBA, ci consentirà di ampliare significativamente il numero degli arenili ‘amici delle tartarughe’ che verranno insigniti, dopo l’adozione delle linee guida per la gestione sostenibile delle spiagge per la nidificazione, della bandiera azzurra di Tartalove”, con queste parole Stefano Di Marco, coordinatore della Campagna Tartalove di Legambiente, commenta il protocollo d’intesa siglato tra l’associazione e la Federazione Balneari

I primi nidi di tartaruga marina della stagione estiva 2019 sono stati notati alla fine del mese di giugno a Gallipoli e grazie ai volontari di Legambiente sono stati messi subito in sicurezza, recitanti e monitorati, per evitare che venissero danneggiati durante l’estate.

Altri siti sono stati avvistati proprio lo scorso week end, quando, un’altra tartaruga Caretta caretta ha scelto ancora la Puglia per depositare le sue uova.

Con l’arrivo dell’estate ci si trova nel pieno della stagione di nidificazione per la tartaruga Caretta caretta, l’unica specie che ancora depone le proprie uova lungo le nostre coste.

Si tratta di un animale in pericolo di estinzione che discende dai dinosauri ma che ora rischia di scomparire dai nostri mari a causa della pesca, del traffico nautico e dell’inquinamento soprattutto della plastica che può essere ingerita con conseguenze spesso mortali.

La spiaggia rappresenta quindi un habitat fondamentale per la conservazione di questa specie, che è costantemente minacciata dalla cementificazione delle coste che riducono le aree di nidificazione; dalla pulizia delle spiagge con mezzi meccanici che schiacciano le uova; da rumori molesti e luci abbaglianti che disturbano gli animali mentre depongono le uova e che possono disorientare i tartarughini appena nati e, infine, dagli ombrelloni che possono distruggere il nido.

Quest’anno, però,  Legambiente e FIBA, attraverso gli stabilimenti balneari che rappresenta, hanno firmato un protocollo d’intesa per proteggere adeguatamente le spiagge adatte alla nidificazione di questi animali.

L’adesione al protocollo impegna gli imprenditori balneari a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alla pulizia degli arenili per il riconoscimento delle tracce di tartaruga marina e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli; a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti più idonei da adottare per non danneggiare nidi e non spaventare o confondere con luci o rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato; a distribuire materiale informativo sulle tartarughe marine oltre che a predisporre progetti locali, nazionali e comunitari per la tutela delle tartarughe marine.

La tartaruga marina, specie protetta a livello internazionale e inserita nella lista rossa delle specie in pericolo dell’IUCN, ha rischiato di estinguersi soprattutto a causa del crescente impatto delle attività antropiche.

E sebbene la situazione sia ora in lieve miglioramento, grazie all’aumento della sensibilità e della consapevolezza nei confronti di questi preziosi abitanti del mare, c’è ancora molto da fare.



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