Studenti in piazza, protesta contro ‘La Buona Scuola’ di Renzi

Quella del 12 marzo sarà una giornata di mobilitazione nazionale che vedrà più di 30 piazze coinvolte in tutta Italia ed ovviamente anche quella leccese. Nel capoluogo salentino studenti e professori si daranno appuntamento a Porta Napoli, alle ore 9.

Dopo le giornate autunnali del 10 ottobre e del 15 novembre, gli studenti tornano in piazza giovedì 12 marzo con una manifestazione contro la riforma della scuola. La riforma “La Buona scuola” di Renzi e Giannini sta per essere approvata tramite disegno di legge e “ancora una volta – sostengono gli studenti di tutta Italia – il governo si è dimostrato sordo ed indifferente verso le piazze studentesche che nell’autunno hanno portato in tutta Italia quasi 300mila studenti che manifestavano la loro opposizione alla riforma dell’istruzione ancora una volta calata dall’alto”.

Quella del 12 marzo sarà una giornata di mobilitazione nazionale che vedrà più di 30 piazze coinvolte in tutta Italia ed ovviamente anche quella leccese. Nel capoluogo salentino studenti e professori si daranno appuntamento a Porta Napoli, alle ore 9. L’unione degli Studenti della provincia di Lecce, promotore dell’iniziativa, lancia un invito a partecipare rivolto a tutti gli studenti, i professori, i dirigenti scolastici e chiunque viva quotidianamente all’interno delle scuole.

Secondo l’unione degli studenti, infatti, la nuova riforma metterebbe a repentaglio la vita della scuola pubblica e favorirebbe quella privata con tagli netti alla prima e fondi all’indirizzo della seconda. Così come si legge nel comunicato quindi: La Buona Scuola era ed è tutt’ora un documento che, in caso venisse approvato, aumenterebbe sempre più il divario tra le diverse scuole accentuando il concetto di scuole di serie A e di serie Z con il finanziamento degli Istituti da parte dei privati e con il preside, che ora potrebbe essere paragonato ad un manager d’azienda, il quale dovrebbe al contempo gestire l’Istituto e fare di tutto per pubblicizzare la scuola e raccogliere fondi. La “Buona Scuola” andrebbe inoltre ad esaltare il modello di valutazione invalsi esportandolo anche alle scuole paritarie (facendole quindi finanziare sempre di più dallo Stato in barba all’articolo 33 della Costituzione) alimenterebbe la competizione tra docenti con gli aumenti di stipendi impartiti dai presidi e renderebbe gli stage formativi degli Istituti tecnici e professionali del semplice lavoro sfruttato sulla base di quelli tedeschi”.

I promotori della manifestazione, infine, lanciano una proposta alternativa, chiamata Lip: “Non resteremo con le mani in tasca – sostengono i promotori della manifestazione – e non accetteremo che la scuola diventi un’azienda comandata da presidi-manager, non accettiamo i fondi alle scuole private e i tagli a quelle pubbliche, non accettiamo la valutazione attraverso la meritocrazia e non accettiamo una riforma anti democratica che non tiene conto delle reali necessità delle scuole. Il nostro dissenso non si limita alla protesta, siamo pronti a lanciare una proposta alternativa alla Buona scuola attraverso la Lip, una legge di iniziativa popolare che si prefigge di costruire una scuola pubblica, laica, solidale, inclusiva e democratica”.



In questo articolo: