“Se è amore è amore”, entra nelle scuole il percorso di ascolto e dialogo

L’iniziativa è dedicata ai temi dell’identità sessuale, dell’accoglienza e dell’ascolto empatico, rivolto al mondo della scuola e ai giovani.

La sala conferenze stampa della Provincia di Lecce, a Palazzo Adorno, ha ospitato oggi la  presentazione di “Se è Amore è Amore”, il progetto dedicato ai temi dell’identità sessuale, dell’accoglienza e dell’ascolto empatico, rivolto al mondo della scuola e ai giovani.

L’iniziativa nasce dalla narrazione dell’omonimo libro della scrittrice  Giovanna Politi e si propone come percorso educativo e culturale,volto a promuovere il rispetto delle differenze, il dialogo e la libertà di essere sé stessi, attraverso la forza delle storie e dell’incontro diretto con l’autrice nelle scuole e nell’Università.

Ad illustrare obiettivi, contenuti e modalità del progetto, patrocinato dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Lecce e che intende offrire strumenti di riflessione su tematiche di forte attualità sociale ed educativa, insieme alla promotrice Giovanna Politi, sono intervenuti la consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità Loredana Tundo, la consigliera nazionale di Parità Filomena D’Antini,  la docente di Lettere Teresa Romano e l’operatore olistico Simone Gatto.

“Questo progetto è l’occasione per poter coinvolgere ragazzi, famiglie e docenti, per una comunità più inclusiva e per aiutarli a superare i retaggi culturali che ci portiamo dentro, per ascoltarli e guardarli con occhi nuovi e orecchie diverse. Ognuno, per i ruolo che svolge, deve fare la propria parte e favorire le opportunità che si sviluppano grazie a progetti di questo tipo, per impedire che ‘l’amore, quando lo ingabbi, diventi veleno’, come si legge in una delle testimonianze del libro”, ha detto la consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità Loredana Tundo.

“Se è Amore è Amore” nasce dall’ascolto delle storie vere di ragazze e ragazzi che vivono il tema dell’identità, dell’orientamento affettivo e del bisogno di essere riconosciuti e rispettati. L’obiettivo è promuovere l’inclusione, contrastare il bullismo e il giudizio, favorire l’accoglienza delle differenze, sia nei giovani sia negli adulti che li accompagnano.

Il progetto entrerà operativamente, a partire dal 4 marzo (inaugura l’Istituto Grazie Deledda di Lecce), in numerose scuole secondarie di primo e secondo grado di Lecce e provincia, e nell’Università del Salento, con il Dipartimento di Scienze umane e sociali, grazie alla collaborazione scientifica dei docenti Anna Colaci e Andrea Fiorucci.

Prenderà vita attraverso un percorso strutturato che prevede: incontri con studenti, ovvero momenti guidati di lettura e ascolto di storie tratte dal libro, confronto sui temi dell’identità, dell’orientamento affettivo, del sentirsi diversi, del bisogno di essere accettati, riflessione sul bullismo, sulle parole che feriscono, sull’importanza di non giudicare. Il linguaggio sarà calibrato sull’età degli studenti, con particolare attenzione al mondo emotivo degli adolescenti, alle loro paure, ai loro silenzi e ai loro bisogni di riconoscimento; spazi di ascolto e dialogo: verrà favorito un clima di fiducia che permetta ai ragazzi di fare domande, condividere vissuti, esprimere dubbi, fragilità e pensieri senza timore di essere giudicati. L’obiettivo è insegnare che ogni identità merita rispetto e che l’ascolto empatico è la prima forma di educazione; coinvolgimento degli adulti, insegnanti, educatori, genitori, per aiutarli a sviluppare uno sguardo più consapevole e accogliente verso le nuove generazioni, spesso disorientate, fragili e bisognose di essere comprese prima che corrette; percorso universitario: all’Università del Salento il progetto verrà declinato in chiave formativa e pedagogica, offrendo strumenti di riflessione a futuri docenti, educatori e operatori sociali, affinché possano diventare moltiplicatori di una cultura del rispetto e dell’inclusione.

Giovanna Politi ha sottolineato il valore sociale del progetto:  “Se è Amore è Amore” non è solo un libro, ma un percorso di educazione emotiva e civile che mira a ridurre fenomeni di isolamento, vergogna e bullismo, a prevenire disagio, abbandono scolastico e sofferenza psicologica, a costruire comunità scolastiche più sane, inclusive e consapevoli. Portarlo nelle scuole e nell’Università, con il patrocinio delle Istituzioni, significa assumersi una responsabilità educativa verso il futuro dei nostri giovani”.