Barba saluta Semeraro: ‘Abbiamo scritto pagine belle per Lecce e Gallipoli. Mi mancherà il tuo comu sciamu?’

Il calcio salentino è legato alle imprese di Giovanni Semeraro e Vincenzo Barba. Il petroliere ricorda l’amico ‘banchiere’.

Hanno fatto insieme la storia del calcio nel Salento. Erano il simbolo dei colori giallorossi: quelli del Lecce impersonati da Giovanni Semeraro che prese una squadra dalle secche della Serie C e la portò nel calcio che conta raggiungendo traguardi incredibili e quelli del Gallipoli sbandierati dal petroliere jonico Vincenzo Barba.

Erano il simbolo di un calcio vincente, di quel calcio in cui a guidare le squadre di pallone non c’erano holding internazionali ma capitani di impresa locali che spesso mettevano a repentaglio redditi e fortune personali per regalare un sogno ai loro territori.

Si erano conosciuti fuori dal mondo del calcio, Vincenzo e Giovanni. Tante le sfide nel mondo dell’impresa che avrebbero portato entrambi a costruire autentici imperi. Ma era stata la sfera di cuoio a renderli popolari, famosi. A farli amare dal Salento che grazie a loro sognava nel mondo dello sport. Sognava e realizzava i sogni.

Quando il Gallipoli giocava in trasferta, Vincenzo era al Via del mare e quando il Lecce era lontano dalle mura amiche o la Serie A si fermava, Giovanni andava a seguire il Gallipoli all’Antonio Bianco.

‘Ciao Giovanni, mi mancheranno le nostre pacche sulle spalle, i nostri ‘ti ricordi?’, i tanti affettuosi ‘come andiamo, comu sciamu?’.

Questo il saluto che l’imprenditore jonico rivolge in un comunicato all’amico Semeraro.

‘Ci ha uniti la passione per i colori giallorossi: quelli del Lecce per Giovanni – che portò la squadra del capoluogo nella massima serie in posizioni di classifica incredibili – e quelli del Magico Gallo che presi dai dilettanti e portai in serie B, alle soglie di quel sogno che mi sarebbe tanto piaciuto poter realizzare’.

‘Oggi che Giovanni Semeraro non c’è più – conclude Vincenzo Barba – perdo un caro amico. Il Salento perde un galantuomo, un signore che era in grado con il suo mezzo sorriso di aprirti le porte del cuore, di spalancarti lo spiraglio di possibilità che un occhio normale non riesce a percepire, ad intuire. Il nostro territorio perde un condottiero, un capitano coraggioso, un imprenditore lungimirante in grado di anticipare i tempi e di guidarli’.