26enne ritrovata impiccata sul balcone della sua abitazione a Casarano. Nuovi retroscena

Nei giorni scorsi è stato affidato l’incarico per una nuova perizia sul telefono della vittima e dalla consulenza di parte sono venute a galla tre chiamate al 112 da parte di Roberta.

 

Emergono nuovi retroscena, come trapelato in queste ore, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Roberta Bertacchi, la 26enne ritrovata impiccata, il 6 gennaio scorso, sul balcone della sua abitazione a Casarano con una sciarpa della locale squadra di calcio che le aveva regalato il fidanzato.

Nei giorni scorsi è stato affidato l’incarico per una nuova perizia sul telefono della vittima e dalla consulenza di parte sono venute a galla tre chiamate al 112 da parte di Roberta. Il secondo accertamento è stato disposto dopo che i legali della famiglia hanno depositato i risultati di una prima analisi sul cellulare della giovane da cui sarebbero emerse alcune chat riconducibili a un altro numero intestato a Falcone, registrato dalla 26enne col nomignolo di ”’Pupetto”, dal cui tenore si evincerebbero litigi e discussioni tra i due.

Il telefono di Roberta smise improvvisamente di funzionare il 4 gennaio e fu portato in un centro di assistenza perché danneggiato e non è da escludere che si sia rotto durante un litigio con il fidanzato.

Va detto che nelle settimane scorse, Davide Falcone, 36enne di Casarano, come atto dovuto, è stato iscritto nel registro degli indagati (il fascicolo era inizialmente a carico di ignoti) nell’inchiesta coordinata dal pm Rosaria Petrolo, sulla morte di Roberta, per istigazione al suicidio e maltrattamenti in famiglia.

Il giovane dallo scorso 7 marzo è invece detenuto in carcere nell’ambito del blitz antidroga “Fortezza” dei carabinieri, culminato in 13 arresti. Davide Falcone è assistito dall’avvocato Giorgio Caroli.

La madre di Roberta Bertacchi, assistita dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, non ha mai creduto al suicidio della figlia. Nel corso delle indagini, è emerso, sulla base dell’ascolto di quattro testimoni, che la notte tra il 5 e il 6 gennaio, la 26enne e il fidanzato avrebbero litigato in un locale e poi si sarebbero divisi per strada. Roberta sarebbe tornata a piedi a casa e i quattro amici l’avrebbero raggiunta. Poi sarebbe arrivato il 35enne e i due avrebbero continuato a litigare. Il fidanzato sarebbe andato via per poi ritornare dopo qualche minuto. Successivamente avrebbe lasciato definitivamente l’abitazione e Roberta sarebbe rimasta con il gruppo di amici fino alle 3 di notte per poi rimanere in casa da sola.

Anche il fidanzato, dopo il ritrovamento del corpo, fu ascoltato dai carabinieri come persona informata sui fatti, fornendo la propria versione dell’accaduto ed in base a quanto trapelato nei mesi scorsi, avrebbe detto di essere tornato a casa dopo essere stato con Roberta nel locale.

Va detto che comunque l’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio, sembrerebbe avvalorare l’ipotesi del suicidio.

 

 



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