Una 41enne, accusata di avere maltrattato la figlia di nove anni colpendola con vari oggetti, mordendola e mettendole in bocca un piccolo asciugamano per impedirle di piangere o gridare, rischia di finire sotto processo. L’udienza preliminare si terrà il 16 novembre prossimo davanti al gup Angelo Zizzari.
La donna di origini straniere, residente in provincia di Lecce, è imputata per maltrattamenti pluriaggravati, come risulta dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Luigi Mastroniani. I fatti si sarebbero verificati tra il 2024 ed il 2025.
L’imputata, assistita dall’avvocato Loredana Pasca, potrà chiedere un rito alternativo. La donna, in base a quanto contestato nel capo di imputazione dalla Procura di Lecce, «con condotte reiterate ed abituali, contrarie agli obblighi inerenti alla responsabilità genitoriale», spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche, avrebbe maltrattato la figlia minore, provocandole una serie di ematomi. Inoltre la madre, in più occasioni, le avrebbe scagliato contro varie suppellettili e dei bicchieri di vetro, spesso senza colpirla, solo perché la piccola riusciva a sottrarsi ai colpi, lasciando la casa a soqquadro con frantumi di vetro sparsi a terra. E in altre occasioni, la avrebbe percossa o aggredita verbalmente senza una valida ragione.
Si attendono gli sviluppi dell’udienza preliminare. La persona offesa, assistita dall’avvocato Salvatore Rondine, potrà costituirsi parte civile.





