Lottizzazione abusiva in località “Marina dell’Aia” a Diso? Citazione a giudizio per 46 persone

Nel maggio del 2022, vennero apposti i sigilli a 17 case-vacanze, dopo il decreto di sequestro preventivo a firma del gip

Procura Generale Lecce

La Procura dispone la citazione diretta a giudizio per 46 persone coinvolte nell’inchiesta su di una presunta lottizzazione abusiva in località “Marina dell’Aia” a Diso. Il decreto porta la firma del pubblico ministero Maria Vallefuoco.

Gli imputati

Tra gli imputati compaiono: Alessandro Arseni, 71 anni e Maria Antonietta Arseni, 63 anni, entrambi all’epoca dei fatti, componenti dell’Ufficio tecnico del Comune di Diso. E poi, progettisti, direttore dei lavori, titolari di imprese e committenti.

Rispondono dell’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva, in un’area di circa 25mila metri quadrati denominata “Marina dell’Aia” (nei pressi di Cala dell’Acquaviva), sottoposta a vincolo paesaggistico.

L’udienza predibattimentale (introdotta con la riforma Cartabia) avrà inizio il 4 ottobre dinanzi al giudice monocratico che dovrà valutare se ci siano i presupposti per celebrare il processo o se procedere con il proscioglimento.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Gianluca D’Oria, Antonio Quinto, Silvio Verri, Salvatore Corrado, Amilcare Tana, Sergio Luceri, Luigi Corvaglia, Luciano Ancora, Luigi Covella, Francesco Baldassarre, Alessandro Caggia, Simona Mancini, Simona Carrozzo, Oronzo Valentino Maggiulli, Angelo Oliva, Luca Puce, Aurelio Elia, Roberto Marra, Paride Cesare Cretì, Luigi Fersini, Claudio Mangia, Giancarlo Zompì, Angelo Guglielmo, Antonio Scalcione, Antonio Manco, Francesco Romano, Leonardo Maruotti, Antonio Serio, Leo Marseglia.

In base a quanto contestato dalla Procura, l’Ufficio Tecnico di Diso avrebbe rilasciato i permessi di costruire, in particolare, senza aver sottoposto il progetto a procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). Nel maggio del 2022, vennero apposti i sigilli a 17 case-vacanze. I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Lecce eseguirono un decreto di sequestro preventivo, a firma del gip Giulia Proto. In base agli accertamenti investigativi, inoltre, le opere sarebbero state realizzate con riporti e sbancamenti non consentiti in quell’area.



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