Tentò di uccidere il socio, investendolo con l’auto? 48enne assolto al termine del processo 

In una scorsa udienza, il pm al termine della requisitoria, ha invocato la condanna a 10 anni di reclusione.

Rischiava una dura condanna, ma è stato assolto al termine del processo, un 48enne leccese accusato di aver tentato di uccidere il socio in affari, dopo aver subito un violento pestaggio da quest’ultimo.

La sentenza dei giudici della prima sezione collegiale (presidente Annalisa De Benedictis) è arrivata nella giornata di oggi. È stato difatti riqualificato il reato di tentato omicidio in lesioni stradali colpose, per il quale non si può procedere in assenza di querela della persona offesa.

In una scorsa udienza, il pm Maria Grazia Anastasia, al termine della requisitoria, ha invocato la condanna a 10 anni di reclusione per C. A. C.

L’imputato rispondeva dei reati di tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, lesioni e danneggiamento. È assistito dall’avvocato Benedetto Scippa che, al termine dell’arringa difensiva, sempre in una scorsa udienza, aveva chiesto l’assoluzione.

I fatti si sarebbero verificati il 30 gennaio del 2019 a Lecce.

In base all’accusa, il 48enne leccese, per vendicarsi del pestaggio subito un’ora prima, quando venne colpito con calci e pugni dall’ex socio, avrebbe tentato di ucciderlo, investendolo con la macchina. In particolare, prese via Roma, nella zona 167 di Lecce, e dopo che il socio era sceso dalla sua auto, parcheggiata sul lato destro della strada ed a bordo della quale c’era la madre, avrebbe tentato di investirlo. In che modo? Colpendo la parte sinistra dell’auto e la vittima, che finiva sul cofano della vettura, rimediando una serie di lesioni alle gambe ed un lieve trauma cranico, giudicate guaribili in 25 giorni. Non solo, fece retromarcia e dopo essere stato riconosciuto ed insultato, si sarebbe dato alla fuga, con il parabrezza distrutto, finendo anche per smarrire la targa. A seguito dell’investimento, anche la madre dell’ex socio avrebbe rimediato delle lesioni, negli stessi punti, con prognosi di 10 giorni. Invece, la macchina avrebbe subito dei danni nella parte anteriore e posteriore sinistra.

L’accusa di tentato omicidio è caduta al termine del processo di primo grado e l’imputato è stato assolto.



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