Millantava conoscenze presso i Servizi Segreti e “spillava” soldi all’ignara vittima. 50enne sotto processo

Il presunto truffatore prometteva di fare ammettere il figlio della vittima al corso di formazione di Allievi Marescialli, per entrare nella Guardia di Finanza.

Millantava conoscenze presso i Servizi Segreti e prometteva all’ignara vittima di un raggiro, di fare ammettere il figlio al corso di formazione per entrare nella Guardia di Finanza, chiedendo in cambio somme di denaro.
A.C., 50enne di Monteroni, è finito sotto processo con le accuse di truffa e millantato credito, dopo essere stato raggiunto da un decreto di citazione a giudizio.

In mattinata era prevista la prima udienza dinanzi al giudice Bianca Todaro, che è stata rinviata al 6 dicembre del 2022. In quella data, la vittima del raggiro, un 59enne di un paese del Nord Salento, potrà costituirsi parte civile con l’avvocato Francesco Cazzato. L’imputato è, invece, assistito dall’avvocato Salvatore Arnesano e potrà dimostrare l’estraneità agli addebiti, contestati dal pm Francesca Miglietta, nel corso del dibattimento.

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia della vittima.

I fatti si sarebbero verificati tra agosto del 2018 e giugno del 2019. I due si erano conosciuti in una circostanza inusuale. Il 59enne, infermiere di professione, si era recato con un’ambulanza per soccorrere un uomo in stato iperglicemico. Si trattava di A.C., 50enne di Monteroni, con cui rimaneva in contatto nei giorni successivi. Quest’ultimo, in una occasione, gli riferiva di avere importanti conoscenze presso il reparto informatico dei Servizi Segreti, promettendogli che si sarebbe impegnato per fare ammettere il figlio al Corso di Formazione di Allievi Marescialli, per entrare nella Guardia di Finanza. In che modo? Cominciando a chiedergli 3.500 euro per l’interessamento, millantando anche di conoscere l’allora ministro, Matteo Salvini.

A quel punto, iniziavano le richieste di altre somme di denaro per marche da bollo ed altri disbrighi burocratici. E la vittima arrivava a sborsare più di quanto pattuito. Dopo avergli dato 5.500 euro, attraverso ricariche poste pay, decideva di non seguire più i consigli di A.M., nonostante le sue rassicurazioni sul buon andamento della pratica.

Ad un certo punto, il presunto truffatore faceva perdere le sue tracce, ma il 59enne riusciva comunque a risalire alla sua precisa identità ed a smascherarlo. E veniva presentata una denuncia in Procura.



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