Abusi edilizi in un lido di Torre Lapillo, la Procura chiede l’assoluzione dei funzionari comunali

Chiesta l’assoluzione per i funzionari comunali, finiti alla sbarra nel processo sui presunti abusi edilizi nel noto lido “Bahia del Sol” di Torre Lapillo

Chiesta l’assoluzione per i funzionari comunali, nell’ambito del processo sui presunti abusi edilizi che avrebbero riguardato area solarium, parcheggio e recinzioni del noto lido “Bahia del Sol” di Torre Lapillo, nel corso del 2015. Nell’imputazione della Procura veniva contestava l’illegittimità dei titoli abilitativi rilasciati dai tecnici del Comune di Porto Cesareo e dalla Soprintendenza, nonché una serie di difformità esecutive che avrebbero comportato in particolare lo sbancamento di una duna. Secondo la prospettazione accusatoria le opere sarebbero risultate in contrasto con il PPTR approvato quello stesso anno da parte della Regione Puglia, nonché con i vincoli gravanti sull’area.

Dopo una lunga istruttoria dibattimentale, nelle scorse ore, il pm Massimiliano Carducci ha chiesto la condanna dei soli proprietari del lido, del progettista, del direttore dei lavori e del titolare dell’impresa esecutrice, invocando invece l’assoluzione per i funzionari comunali che hanno firmato l’autorizzazione paesaggistica ed il permesso di costruire, nonché per l’allora direttore dell’ufficio operativo della Soprintendenza di Taranto che ha rilasciato il parere favorevole.

È seguita, dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale (presidente Pietro Baffa), la discussione dei difensori delle parti, l’avvocato Antonio Quinto per conto dell’ingegnere Paolo Stefanelli, dirigente dell’UTC di Porto Cesareo e firmatario degli assensi rilasciati; gli avvocati Antonio Scalcione e Cosimo D’Agostino per il geometra Fabrizio De Pace, tecnico istruttore; l’avvocato Addolorata Flores per il geometra Pietro Viva; gli avvocati Viola Messa e Antonio Romanello per il progettista Rosato Vantaggiato; gli avvocati Angelo Vantaggiato, Giuseppe Romano, Pierluigi Portaluri e Giulio De Simone per i proprietari, il direttore dei lavori e l’impresa esecutrice, che hanno concluso tutti per l’assoluzione dei rispettivi assistiti.

Si tratta di Stefania Mangialardo, 42enne legale rappresentante della società che gestisce lo stabilimento balneare e il fratello Luca Giuseppe Mangialardo, 47enne, socio e gestore di fatto (entrambi di Copertino); Fabio Martina, 50 anni, di Leverano, titolare della ditta esecutrice dei lavori; Luigi Verardi, 53 anni di Racale, nelle vesti di direttore dei lavori.

Il processo è stato quindi rinviato al 30 gennaio per la discussione dell’avvocato Eligio Curci, difensore dell’allora direttore della Soprintendenza di Taranto, l’architetto Augusto Ressa, 67 anni di Taranto e per la sentenza dei giudici.