“La smetti di ca**re il ca**o!”. Parla troppo dell’Ospedale, ‘minacciato’ un comunista di Copertino

Sarebbe stato “aggredito” per aver parlato troppo dell’Ospedale di Copertino. A raccontare le intimidazioni subite da un compagno è il Partito Comunista

«La smetti di ca**re il ca**o sull’Ospedale». Queste le intimidazioni “in vernacolo” che due sconosciuti avrebbero rivolto al compagno Vito Maiorano la cui unica colpa sarebbe quella di aver acceso i riflettori sul «San Giuseppe» di Copertino. A raccontare l’accaduto è il Partito Comunista che,  in una nota, scende nei particolari dell’episodio.

Due uomini con la mascherina e la targa oscurata da una busta nera avrebbero pedinato Maiorano e, una volta raggiunto, lo avrebbero invitato in modo colorito a lasciar perdere la lotta per il nosocomio della città del Santo dei Voli. Alla risposta negativa, secondo il PC, si sarebbe consumato il tentativo di aggressione che, per fortuna, si è risolto con nulla più che una camicia strappata.

«Non conosciamo l’identità degli aggressori – si legge nel comunicato – ma di una cosa siamo sicuri: la nostra lotta per il San Giuseppe di Copertino continua». La struttura sanitaria, dopo essere stata a disposizione dei pazienti contagiati dal Covid-19, non è ancora stata organizzata al meglio, almeno come prima dell’emergenza.

Secondo il Partito Comunista, infatti, l’Ospedale è rimasto senza terapia del dolore, Cup e servizio analisi esterno; senza terapia intensiva; senza i respiratori donati dalla Banca di Credito Cooperativo di Leverano, e trasferiti al DEA, senza i soldi raccolti dall’associazione di Alessandra Amoroso, e versati a Galatina; senza i soldi raccolti grazie all’impegno di Giuliano Sangiorgi.



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