Una telefonata a voce alta e uno sguardo di troppo, 16enne aggredito con una chiave inglese. Fermato 30enne

Un 30enne di Parabita è stato fermato con l’accusa di lesioni aggravate e porto di arma impropria. Avrebbe aggredito un 16enne in vacanza a Gallipoli con una chiave inglese

Nella nottata del 14 luglio un 16enne, residente nella provincia di Bergamo e in vacanza con il fratello maggiorenne e altri amici a Gallipoli, mentre si trovava su Corso Roma è stato aggredito in testa, con una chiave inglese e, soprattutto, per futili motivi, da un 30enne residente a Parabita.

I Fatti

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il minorenne avrebbe disturbato, con una telefonata a voce troppo alta,l’uomo del posto e da lì ne sarebbe scaturito qualche sguardo di troppo, a mò di sfida l’un l’altro.

A quel punto, la vittima avrebbe continuato a camminare fino a quando non sarebbe stato raggiunto da una macchina da cui poi è sceso l’aggressore che, per un regolamento di conti per quello sguardo di troppo di poco prima, gli avrebbe sferrato un colpo alla testa all’altezza del sopracciglio sinistro con una chiave inglese, successivamente sequestrata dagli agenti intervenuti sul posto.

Il 16enne, trasportato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Sacro Cuore di Gesù” della “Città Bella”, è stata dimesso con una prognosi di 10 giorni per una ferita lacero contusa e alcuni punti di sutura.

L’identikit dell’aggressore e la parziale descrizione dell’autovettura con cui il 30enne era giunto sul posto e, hanno portato gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato del posto, diretto dal Vicequestore Monica Sammati, a rintracciare, nel giro di poche ore, l’autore del gesto e a denunciarlo per il reato di lesioni aggravate da futili motivi oltre che per il reato di porto di arma impropria.



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