Alga tossica, bandiere blu nel mare del Salento. Le località sotto la lente dell’Arpa

Anche quest’anno, l’Arpa ha diffuso la mappa interattiva delle località ‘colpite’ dall’alga tossica. Nessuna bandiera rossa in Salento, nemmeno a Porto Badisco.

La notizia della presenza dell’alga tossica sulle coste del Salento non deve creare allarmismi ingiustificati né seminare il panico tra i bagnanti. Deve essere presa come un’informazione “preziosa”, per evitare spiacevoli inconvenienti. A questo serve la mappa interattiva di Arpa Puglia che segnala i punti contaminati, quei tratti dove se c’è vento o mare mosso è preferibile restare sotto l’ombrellone o evitare di fare il bagno.

Come ogni anno, scattata l’estate, l’Agenzia Regionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente monitora alcuni siti marino-costieri pugliesi per verificare la presenza dell’ormai conosciutissima «Ostreopsis Ovata», un’alga microscopica che vive comunemente nelle calde acque tropicali, ma ha trovato condizioni climatiche ottimali di sviluppo anche nel nostro mare, da quando è stata introdotta accidentalmente in Mediterraneo dalla zavorra delle navi.

Basta consultare il sito, nella sezione dedicata, per conoscere in tempo reale le “località con le bandierine”. Blu, verdi, gialle, arancioni o rosse, a seconda di quanto è abbondante nei campioni di acqua prelevati.

Porto Badisco da bollino blu

Come accaduto spesso negli ultimi anni, i riflettori anche nel 2020 si sono accesi su Porto Badisco, uno degli angoli più belli del litorale adriatico, conosciuto per essere stato – secondo la tradizione – il luogo dove sbarcò Enea nel suo viaggio in Italia dopo la fuga da Troia.

Quest’anno – a differenza dei precedenti tinti sempre di rosso – sull’approdo sventola la bandierina blu. La stessa ‘assegnata’ a Ugento e a Torre Colimena, in provincia di Taranto. Luci dei riflettori dell’Arpa puntati anche su San Cataldo.

Bandiera rosse, invece, sulla costa barese, dove è scattato il divieto di balneazione.

I sintomi

È bene ricordare che, a dispetto del nome che incute un certo timore, questo microrganismo invisibile a occhio nudo non è pericoloso per la salute, ma produce una tossina – la Palitossina simile – che, se inalata, può provocare malesseri transitori come riniti, laringiti, bronchiti, congiuntivi e febbre che passano nel giro di 24/48 ore, senza ulteriori complicazioni.

I problemi, dunque, non sorgono facendo il bagno o con il contatto con la pelle, ma quando la tossina viene nebulizzata nell’aria, soprattutto in presenza di mare mosso e di forte vento. Le mareggiate favoriscono la formazione di una specie di “aerosol marino” che può diffondere la tossina nell’aria.

Cosa fare in caso di contatto con l’alga tossica?

È semplice: quando alcuni dei sintomi fanno capolino è necessario allontanarsi immediatamente dalla spiaggia. A volte basta questa semplice accortezza per eliminare o attenuare i malesseri.  Bambini, anziani e le persone affette da patologie dell’apparato respiratorio come ad esempio gli asmatici, gli allergici, ecc sono le persone più a rischio. Solitamente non sono necessari trattamenti particolari, ma per sicurezza è opportuno consultare il proprio medico curante. Il ricorso ai presidi di Pronto soccorso dovrà essere riservato solo ai casi più gravi e persistenti.

Limitare il consumo di ricci

Nel caso di fioritura di Ostreopsis, il consiglio è quello di limitare il consumo di ricci di mare. A causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina.



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