Fece il “palo” nella tentata rapina al supermercato. 30enne condannato ad oltre 3 anni

Parliamo del colpo (tentato) al supermercato Conad City di via Pozzi Dolci, avvenuta il 18 ottobre 2024 ad Aradeo.

Si conclude con la condanna alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione il processo di primo grado a carico di   Antonio Carmine Minerba, 30enne di Aradeo, per la tentata rapina al supermercato Conad City di via Pozzi Dolci, avvenuta il 18 ottobre 2024 ad Aradeo.

La sentenza è stata emessa, nella giornata di  oggi dai giudici in composizione collegiale (presidente Pietro Baffa). Il pm Donatina Buffelli, al termine della requisitoria, aveva invocato una condanna a 2 anni di reclusione. Non appena saranno depositate le motivazioni, gli avvocati Donato Sabetta e Fernando Giuri, difensori dell’imputato, potranno fare ricorso in Appello.

L’imputato, in base l’accusa, avrebbe avuto il ruolo del “palo” nel tentativo di rapina e dunque di complice di Paolo Giustizieri, ritenuto l’autore materiale e già giudicato separatamente.

Sulla scorta della ricostruzione degli inquirenti, Minerba, quel giorno, avrebbe atteso Giustizieri, fuori dall’esercizio commerciale, a fare da palo, mentre il complice entrava nel negozio con il volto coperto da un passamontagna e una pistola in mano (risultata un’arma giocattolo).

I carabinieri acquisirono le immagini delle telecamere di sorveglianza che aveano  immortalato Minerba, il giorno prima della rapina,  mentre andava a prendere Giustizieri a bordo di una Fiat 500 blu di sua proprietà.

Nel corso del dibattimento, Minerba ha scelto di confessare in aula, dimostrando pentimento per quanto accaduto. Al termine del processo, i giudici gli hanno riconosciuto le circostanze attenuanti generiche, giudicate equivalenti all’aggravante del travisamento. Ed hanno escluso l’aggravante dell’uso di un’arma, poiché la pistola impiegata nell’azione era giocattolo.

Non solo, alcuni dipendenti del supermercato, tra cui la cassiera, che hanno testimoniato nel processo, hanno riferito che Minerba, dopo il suo arresto aveva anche scritto delle lettere di scuse.