Case Popolari, il giudice rigetta l’istanza. No alla revoca dei domiciliari per Attilio Monosi

Il Gip ha rigettato l’istanza della difesa per l’ex consigliere comunale di Palazzo Carafa, arrestato nei mesi scorsi. La Procura intanto ha preparato la richiesta di rinvio a giudizio per 47 persone

Il gip dice no alla revoca dei domiciliari per Attilio Monosi, arrestato nei mesi scorsi assieme ad altri personaggi “eccellenti” della vita politica cittadina. Il dr.  Giovanni Gallo non ha ravvisato elementi di novità, rispetto a quanto gli veniva contestato originariamente.

Nelle scorse ore, Monosi è stato ascoltato su richiesta dei legali Riccardo Giannuzzi e Luigi Covella. In precedenza, infatti, era stata presentata l’istanza di revoca della misura cautelare in Procura e il contestuale nuovo ascolto ( era stato già sentito dagli uomini della Gdf). L’interrogatorio si è tenuto al quinto piano dell’ufficio gip alla presenza del pubblico ministero Massimiliano Carducci. Il 48enne leccese ha ribadito che sono oramai cessate le esigenze cautelari e dunque il rischio di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato dopo avere presentato le dimissioni. Inoltre, la revoca della misura consentirebbe all’indagato di riprendere la propria attività lavorativa di libero professionista. La difesa, ha dunque ribadito quanto sostenuto in sede di Riesame, quando venne chiesta la revoca della misura. La dr.ssa Verderosa, nelle motivazioni sosteneva che “le dimissioni di Monosi non hanno fatto venir meno l’attualità delle esigenze cautelari“. Egli “è riuscito ad imporre le proprie decisioni illegittime, tese a favorire persone del suo elettorato, anche a funzionari estranei alla suddetta associazione”.

Dalla chiusura delle indagini  emergerebbe lesistenza di una vera e propria associazione a delinquere, di cui Attilio Monosi sarebbe il capo promotore ed ideatore a dare “veste legale alle assegnazioni degli alloggi parcheggio di proprietà comunale”. In particolare, l’ex Assessore all’edilizia residenziale, organizzava le illecite assegnazioni di immobili confiscati alla mafia ed assegnati al Comune di Lecce, in cambio di utilità elettorali con il supporto dei dirigenti dell’Ufficio Casa.

Stralciata la posizione di Perrone

La Procura intanto ha preparato la richiesta di rinvio a giudizio per 47 persone, tra cui numerosi politici, dirigenti e residenti del Quartiere Stadio. Adesso sarà il gip designato a fissare l’udienza preliminare, al termine della quale, verrà stabilito se mandare a processo

I pubblici ministeri Massimiliano Carducci e Roberta Licci hanno stralciato la posizione dell’ex Sindaco di Lecce, Paolo Perrone e dovrebbero invocare a breve l’archiviazione.


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