Dopo l’arresto per droga scattano le perquisizioni: trovati 80 chili di droga sottoterra e 17.700 in contanti nelle intercapedini

Sono stati controllati tutti gli immobili, i terreni, i luoghi e i veicoli legati a Gianluca Calabrese e Cristian Roi, arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Erano finiti in manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. E di droga gli uomini in divisa ne avevano trovata tanta: più di un chilo di cocaina che era costato l’arresto in flagranza di reato per Gianluca Calabrese, 34enne già conosciuto alle Forze dell’ordine e più di 10 chili tra cocaina, hashish e marijuana che avevano spalancato le porte del Carcere a Cristian Roi, 39enne. Sono passati 10 giorni dal blitz nato nella tarda serata di lunedì 8 novembre, quando gli agenti hanno fermato e controllato una Citroen che usciva da una stradina di campagna.

Le perquisizioni

Gli agenti della Squadra Mobile, insieme al Commissariato di Polizia di Nardò, al Reparto Prevenzione Crimine di Lecce, alla Polizia Scientifica di Roma e di Lecce e alle Unità Cinofile di Bari e Brindisi, hanno acceso i riflettori sull’abitazione e su ogni terreno, luogo o veicolo legati ai due arrestati. Così, si sono recati a Nardò e Copertino.

In casa di Roi, utilizzando anche un escavatore per cercare nei terreni, i poliziotti hanno trovato altra droga. In un bidone in plastica di colore bianco, sotterrato ad una profondità di 80 cm circa, sono spuntati fuori 43 panetti nastrati, di colore verde scuro, contenenti hashish. Peso lordo complessivo? Oltre 43 chili. In un altro recipiente di colore blu, anch’esso sotterrato ad una profondità di 100 cm circa, sono stati rinvenuti 38 panetti nastrati di colore verde scuro, contenenti hashish, per un peso lordo complessivo di oltre 36 chili.

Non solo, è stata trovava e sequestrata, in uno degli immobili perquisiti, una macchina conta soldi, ultimo modello, con all’interno ancora una banconota da 50 euro.

Droga, ma anche tanto denaro nascosto

Stesso copione con Calabrese. Sono stati controllati tutti gli immobili, i terreni, i luoghi e i veicoli nella sua disponibilità. E in questo caso sono state trovate numerose banconote, nascoste all’interno delle intercapedini di diversi immobili. Quasi 18 mila euro, probabilmente il “guadagno” della loro attività di spaccio.

Per essere precisi, è stata trovata una mazzetta di banconote vario taglio, chiuse con elastico, per un totale di 6.550 euro. Era nascosta in una intercapedine della sala da pranzo. E ancora una mazzetta di banconote di vario taglio, chiuse con elastico, in una del camino, per un totale di 2.450 euro. Un’altra mazzetta di banconote vario taglio, all’interno della cabina armadio della camera da letto padronale, per un totale di 4.200 euro. Nell’ultima mazzetta le banconote di vario taglio erano confezionate sottovuoto in una busta trasparente idonea, per un totale di 4.500 euro. In tutto 17.700 euro, sicuro provento della loro illecita attività.

Il kit per confezionare le dosi da spacciare e eludere i controlli

Non è finita. Durante i controlli, gli uomini in divisa hanno trovato il materiale necessario per confezionare le dosi, tra elastici, bustine, nastro adesivo e bilancini di precisione, ma anche gli “strumenti” per sfuggire ai controlli.

Sono state trovate diverse confezioni vuote di telefoni cellulari: due Apple iPhone 11; un Samsung e un LG K30, una pressa meccanico/idraulica in ferro ed acciaio di colore rosso, da “20 tonnellate”, completa di pressometro, nel cortile posteriore e relativo confezionamento; 22 rotoli di nastro adesivo di vari colori, per l’imballaggio delle confezioni sia da un chilogrammo che da mezzo chilogrammo della sostanza stupefacente. E ancora due dispositivi, convenzionalmente commercializzati con il nome Jammer, che inibisce le comunicazioni wireless, il segnale GSM e il segnale GPS, completi di antenne; una valigetta contenente dispositivo elettronico con quadrante Display, antenna, caricabatteria, utilizzato come cerca frequenze; due custodie con due binocoli con ottica diversa; una potente torcia elettrica; una “bilancia digitale di precisione”; una scatola contenente un visore notturno con diverse cinghie di allaccio; una macchina conta banconote; una macchina per il confezionamento sottovuoto della sostanza stupefacente; un Hard Dysk esterno; quattro chiavette USB; un sacchetto con circa un kg di elastici di colore verde; un rotolone di pellicola trasparente; sette pacchi di sacchetti in cellophane trasparente per sottovuoto, di varie misure.

È stato sequestrato anche diverso altro materiale ed apparecchiature elettroniche così come tanta altra cavetteria che, così come per i Jammer, venivano abitualmente utilizzate per prevenire, eludere e/o disvelare anzitempo eventuali attività tecnica d’indagine da parte delle varie Forze di Polizia a carico dei due indagati già in stato di arrestato.