“Favori giudiziari in cambio di rapporti sessuali”. Le intercettazioni sul pm Emilio Arnesano

Non solo, poiché secondo il gip di Potenza, il magistrato arrestato “per una battuta di caccia o significativi sconti nell’acquisto di barche, era disponibile ad inquinare e falsare processi”

“Emergeva chiara l’intermediazione del pubblico ministero, nell’intercedere per l’esito favorevole della prova orale nell’ambito dell’esame di abilitazione alla professione forense”.

È uno dei passaggi dell’ordinanza del gip di Potenza, riguardante il magistrato Emilio Arnesano, arrestato le scorse ore.

L’interessamento avveniva su sollecitazione dell’avvocato Benedetta Martina (ristretta ai domiciliari), la quale richiedeva al pm di “fare qualcosa” per la sua amica. Prima di intercedere, Arnesano si sarebbe assicurato che la candidata fosse di bella presenza. L’avvocato Martina assentiva alla richiesta, precisando che avrebbero cominciato gradualmente con un caffè. Come afferma il gip “si sarebbe trattato di una strategia concordata (tra le due amiche n.d.r.) per prendere tempo rispetto alle avances del pm, per ottenere con sicurezza il risultato sperato e rimandando in seguito la controprestazione sessuale”.

Significativa la conversazione tra le due amiche

Amica: “Non ho capito, non è che devo bloccare avances, cose così”

Benedetta Martina: “Magari dopo”

Amica:“Dove?”

Benedetta Martina: “non lo so…Vattene conciata, però tieni conto che si butta sopra… cerchi di promettere… poi quando finisco”.

Invece, in un incontro alla presenza di tutti e tre, Arnesano confermava che sarebbe intervenuto, parlando con il componente della commissione d’esame, l’avvocato Mario Salvatore Ciardo, al fine di concordare le domande (cosa che sarebbe realmente avvenuta con esito positivo).

Inoltre, il gip si sofferma ampliamente sui favori giudiziari in cambio di quelli di natura sessuale, da parte di Arnesano verso la Martina.

Il pm si sarebbe interessato al caso di un cliente dell’avvocatessa, accusato di detenzione di armi clandestine, per fargli ottenere gli arresti domiciliari ed accogliere la richiesta di patteggiamento,.. Per ottenere ciò, il magistrato avrebbe preso le dovute cautele per evitare che la cosa venisse allo scoperto.

Arnesano: “però teniamolo qua qualche giorno voglio dire, senza che sembra proprio una cosa”

Martina: “No no per carità…io intanto ti porto la richiesta”

Arnesano: “Se dopo gli danno gli arresti domiciliari vediamo un pochettino”

In realtà, non si tratterebbe di un caso isolato, poiché anche in altre circostanze, secondo il gip, il magistrato “vendeva l’esercizio della sua funzione giudiziaria in cambio di incontri sessuali e altri favori“.

Come nel caso di un’altra avvocatessa, per la quale Arnesano sarebbe intervenuto (in merito ad un procedimento da parte dell’ordine) parlando con il Presidente del Consiglio di Dipliscina. L’intercessione del pm avrebbe avuto esito positivo ed ella in cambio avrebbe accettato (solo sulla carta) la proposta una serie di appuntamenti intimi. In realtà non ci sarebbe stato alcun incontro, nè si sarebbe consumato un rapporto sessuale, per sopraggiunti impegni della professionista.

La battuta di caccia e i favori giudiziari ai dirigenti medici

Come afferma il gip “il dott. Arnesano è inserito in un sistema ben collaudato” e si fa riferimento ai rapporti che intrattiene con i dirigenti dell’Asl di Lecce. “Deve evidenziarsi come il non particolare valore dei favori ottenuti (ad. es. scatole di viagra), corrisponda nel caso dell’Arnesano, non ad una minore tenuità delle sue condotte, ma piuttosto ad una più accentuata pericolosità: svendere la funzione giudiziaria per un approccio sessuale, per una battuta di caccia, per significativi sconti nell’acquisto di barche, pare significativo di una personalità criminale, disponibile ad inquinare e falsare processi”. Il gip si sofferma sul rapporto di Arnesano con Carlo Siciliano e Giorgio Trianni. Attraverso una serie di intercettazioni, i tre indagati facevano riferimento ad una piscina in sequestro alla cui restituzione ( il dr. Arnesano era titolare del procedimento) “venivano preordinate delle battute di caccia… per poter favorire la risoluzione del problema; esito favorevole avvantaggiato dall’abbattimento da parte del magistrato, di un grosso esemplare di daino che aveva ben predisposto il pm (rimasto contento)…, evidenziandogli l’esborso da parte del medico del relativo esoso costo.”

Questi aspetti emergerebbero da una intercettazione tra Siciliano e Trianni, in cui il primo prospetta la possibilità di rinviare la battuta di caccia a cui doveva partecipare Arnesano.

Siciliano: “Giorgio non si può andare perchè c’è la pioggia… Tu devi farlo sparare (Arnesano, n.d.r.), tu non hai capito niente, se tu lo porti e non spara considera che quella piscina non la apri più“.

Vengono poi evidenziati altri favori a carattere economico, tra cui unimbarcazione di 12 metri venduta da Siciliano ad Arnesano ad un prezzo di favore. Questo per far ottenere al Direttore dell’Asl Ottavio Narracci (anch’egli indagato e ristretto ai domiciliari) l’assoluzione dall’accusa di peculato davanti al Tribunale di Lecce.

Il collegio difensivo

Emilio Arnesano è assistito dall’avvocato Luigi Covella. Gli altri indagati sono difesi, tra gli altri, dai legali: Ubaldo Macrì, Ladislao Massari, Luigi Rella e Luigi Corvaglia.

Nelle prossime ore, si terrà l’interrogatorio di garanzia degli arrestati dinanzi al gip del Tribunale di Potenza.

 

 

 


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