Presunta associazione criminale dedita al traffico di droga. Interrogatorio di garanzia per 14 persone

Gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Intanto, il pm ha impugnato il provvedimento del gip che escludeva il reato di associazione mafiosa.

Al via gli interrogatori dei 14 arrestati nel blitz di martedì, che avrebbe portato alla luce un’organizzazione criminale, specializzata nello spaccio di droga, composta da due distinti gruppi. Nella mattinata odierna, dinanzi al gip Sergio Tosi, presso il carcere di Borgo San Nicola, sono iniziati gli interrogatori di garanzia. Alcuni si sono tenuti in videoconferenza o per rogatoria, poiché molti degli arrestati sono detenuti in altri istituti penitenziari. Per tre indagati, l’interrogatorio si terrà domani, sempre per rogatoria, innanzi ad altro gip.

Tutti gli arrestati, ascoltati oggi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, e solo alcuni indagati hanno rilasciato spontanee dichiarazioni.

Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Salvatore Rollo, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Francesco Tobia Caputo, Pasquale Annicchiarico, Giovanni Liaci, Giuseppe Guastella.

Va detto che alle prime luci dell’alba di martedì, gli agenti della Squadra mobile di Brindisi e Lecce hanno tratto in arresto 14 persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Si tratta di Salvatore Perrone, detto friculino, 57 anni, di Trepuzzi; Massimiliano De Marco, 52 anni, di San Pietro Vernotico; Carlo Coviello, 46 anni, di Trepuzzi; Stefano Elia, 48 anni, residente a Casalabate; Marcella Mercuri, 47 anni, di Sannicola; Alessio Catania, 39 anni, di Trepuzzi; Luana Perrone, 39 anni, di Trepuzzi; Vincenzo Catalano, 44enne, di Trepuzzi; Massimiliano Renna, 49 anni, residente a Trepuzzi; Antonio Monticelli, 45enne, residente a Campi Salentina; Luigi Giordano, 52enne, di San Pietro Vernotico; Raffaele Pietanza, 42 anni, di San Pietro Vernotico; Cesare Sorio, detto Alberto, 47 anni, di San Pietro Vernotico e Giovanni Caputo, 41enne, di San Pietro Vernotico.

Gli arrestati rispondono, a vario titolo, dei reati di associazione dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. Il gip nell’ordinanza, pur disponendo il carcere, ha però escluso il reato di associazione mafiosa, che è invece contestato dalla Procura ad alcuni indagati. Ed Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Carmen Ruggiero, ha impugnato il provvedimento a firma del gip Sergio Tosi. L’appello dovrà essere in seguito discusso dinanzi al tribunale del Riesame. Stesso discorso per i legali degli indagati che decideranno di presentare istanza di riesame contro l’ordinanza del gip.

In base a quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbero venute a galla due presunte associazioni criminali, operanti sui territori a nord della provincia di Lecce e a sud di quella di Brindisi, facenti capo rispettivamente a Salvatore Perrone detto “friculino” ed ai i fratelli Fabrizio e Gimmi Annis (indagati a piede libero), attraverso un loro uomo di fiducia, Massimiliano De Marco.

Salvatore Perrone, a capo dell’intera organizzazione, avrebbe imposto il prezzo della droga e “i punti” da destinare ai carcerati. L’associazione si sarebbe rifornita di ingenti quantitativi di marijuana, hashish, cocaina ed eroina, tramite diversi canali di approvvigionamento, tra cui quelli calabresi, fasanesi e lucani.