“Falso dentista” provocò l’ascesso a un avvocato dopo un intervento di otturazione? Assolto un 71enne

Il 71enne di Strudà è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. Le indagini hanno preso il via dalla denuncia della presunta vittima, presentata nel settembre del 2017.

Damiano Rizzo 71enne di Strudà è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di esercizio abusivo della professione e lesioni gravi. L’imputato era assistito dall’avvocato Salvatore De Mitri. La presunta vittima, l’avvocato Francesco Calò, si era costituita parte civile attraverso il legale Francesco De Giorgi. L’Ordine dei Medici, invece, si era costituito parte civile con l’avvocato Giuseppe Nuzzaci.

Il vpo d’udienza aveva invocato la condanna a 6 mesi di reclusione. Il giudice ha indicato il termine di 60 giorni per il deposito delle motivazioni.

Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, hanno preso il via dalla denuncia della vittima, presentata nel settembre del 2017. Questi riferì di una decina di sedute nello studio di Damiano Rizzo, per sottoporsi ad un intervento di otturazione ed estrazione di denti, finalizzato all’applicazione di un “ponte mobile”.

In seguito alla cura, l’avvocato avrebbe avuto un ascesso che su indicazioni del “falso dentista”, come riportato dal denunciante, venne curato con degli antibiotici. I medicinali però non apportarono i benefici sperati, e l’uomo venne ricoverato all’ospedale “Vito Fazzi”di Lecce per curare l’infezione ed un blocco della mandibola.

Gli accertamenti avrebbero, inoltre, evidenziato che Rizzo non fosse iscritto all’Albo. Tali accuse, come detto, sono cadute al termine del processo.



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