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Prometteva posti di lavoro in cambio di denaro? Chiesta la condanna per un autista e un “falso” medico

by Angelo Centonze
5 Novembre 2018 20:08
in Cronaca
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È accusato di avere promesso dei posti di lavoro, in cambio di somme di denaro, con la complicità di un “falso” medico. Dinanzi al giudice monocratico Alessandra Sermarini, il vpo d’udienza Antonio Zito ha invocato la pena di 5 anni nei confronti di Raffaele Faggiano, vegliese di 57 anni, autista di pullman. Chiesti, invece, 4 anni e 6 mesi per Stefano Laneve, 59enne di Montalbano di Fasano.

Faggiano risponde di truffa aggravata ed è assistito dall’avvocato Americo Barba. Laneve è accusato dello stesso reato, ma anche di esercizio abusivo della professione medica. È difeso dal legale Stefania Melissano. I due legali hanno discusso in aula, respingendo le accuse a carico dei propri assistiti.

Le parti civili sono assistite, tra gli altri, dagli avvocati Claudio Di Candia, Luigi Rella, Massimo Gabrieli Tomasi, Giuseppe Romano.

La sentenza è prevista per il 19 novembre prossimo, dopo le eventuali “repliche”.

L’inchiesta

L’inchiesta è stata coordinata dal pubblico ministero Antonio Negro e condotta dai militari della stazione di Veglie, guidati all’epoca dei fatti dal maresciallo Matteo De Luca e dell’Aliquota Operativa di Campi Salentina, diretti allora dal maggiore Nicola Fasciano.

Faggiano avrebbe organizzato le truffe all’insaputa dell’agenzia Marozzi (ma anche di Ferrovie dello Stato e Sud Est), per le quali all’epoca lavorava come conducente d’autobus e venne arrestato nel febbraio del 2014.

I militari gli tesero una trappola. Organizzarono una consegna controllata di denaro, con la collaborazione di una ragazza di Veglie che aveva denunciato l’accaduto. La giovane riferì che l’autista le aveva prospettato la possibilità di essere assunta nell’azienda, dietro il pagamento di 2mila euro. I due si sono dati appuntamento davanti ad un bar.

Al momento della consegna di un anticipo di 500 euro (banconote false, utilizzate come esca), i militari sono usciti allo scoperto ed hanno arrestato Faggiano. L’uomo, poi ristretto ai domiciliari, è già stato processato per direttissima per questo singolo episodio della tentata truffa. Ha patteggiato nove mesi, con pena sospesa.

La documentazione sequestrata in casa di Faggiano (tra le altre cose, un’agenda con nomi delle vittime) ha dato il via all’inchiesta oggetto del processo odierno. L’autista avrebbe avuto il compito di intercettare le vittime e di assicurare un posto di lavoro in cambio di denaro. A quel punto, entrava in gioco Laneve, nelle vesti di finto medico.

La truffa, infatti, prevedeva una visita psicoattitudinale presso la stazione centrale delle Ferrovie di Bari. Sarebbero emersi altri 30 casi di persone truffate (le vittime sono di Lecce, Porto Cesareo, Veglie, Salice Salentino, ma anche di paesi del brindisino).

Faggiano avrebbe messo in atto i raggiri per un valore complessivo di circa 150 mila euro. Le somme percepite variavano dai mille fino, addirittura, a 12mila euro.

Tags: truffa-aggravata
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