Presunto centro di potere economico- imprenditoriale a Gallipoli. Chiusa l’inchiesta. 52 indagati

Rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere, reati contro la pubblica amministrazione, accesso abusivo a sistema informatico e reati edilizi e ambientali.

La Procura chiude l’inchiesta su di un presunto centro di potere per il consolidamento del potere economico-imprenditoriale a Gallipoli. L’avviso di conclusione delle indagini porta la firma del pm Alessandro Prontera. Nell’atto compaiono i nomi dei 52 indagati.

Gli indagati

Risultano indagati: Giammarco Barba, 55 anni, di Gallipoli; Tarcisio Basile, 67enne di Porto Cesareo; Giovanni Bianco, 61 anni di Cursi; Livio Bleve, 60 anni di Alessano; Vincenzo Armando Bortone, 70, di Nociglia; Ippazio Cacciatore, detto Patrizio, 48 anni di Miggiano; Luigi Caiffa, 46enne di Gallipoli; Alfonso Capraro, 51enne di Castro; Emanuele Casciaro, 44enne di Taviano; Giuseppe Cataldi, 68enne di Gallipoli; Costantino Catapano, 64 anni, di Lucera (Foggia); Sandro Cazzella, 54enne di Porto Cesareo; Antonio Damiano Ciriolo, 56 anni di Casarano; Nunzio Clemente, 67enne di Gravina (Bari); Franco De Matteis, 62enne di Vernole; Maria Grazia Errico, 45enne di Gallipoli; Cesario Faiulo, 57 anni di Casarano; Antonio Vincenzo Salvatore Fasiello, 69enne di Vernole; Angelo Fina, 65 anni di Vernole; Andrea Fiore, 38 anni di Gallipoli; Caterina Fiore, 43, di Gallipoli; Marco Fumarola, 38anni di Gallipoli; Ivan Giaccari, 52enne di Porto Cesareo; Cosimo Giuncato, 63 anni di Gallipoli; Donata Grasso, 64 anni, di Nardò; Vito Antonio Greco, 68enne di Torre Santa Susanna (Brindisi)

E ancora, Mario Ianne, 70 anni di Carmiano; Antonio Alberto Isceri, 65enne di Squinzano; Sergio Leone, 68enne di Squinzano; Rodolfo Lucrezio, 52 anni di Casarano; Francesco Manni, 70enne di Racale; Gezim Marku, 38enne di origini albanesi, ma residente a Pedavena (Belluno); Carmine Moscagiuri, 48 anni, di Veglie; Marco Moscagiuri, 41enne di Veglie; Giuseppe Federico Negro, 37enne di Muro Leccese; Luciano Orlandino; 63 anni, residente a Nardò; Cosimo Paglialunga, 67enne di Nardò; Nicola Cesare Palma, 67enne di Cursi; Quintino Pantaleo Palma, 59enne di Cursi; Maurizio Peri, 60 anni, di Gagliano del Capo; Dalila Perrone, 35enne di Gallipoli; Emanuele Piccinno, 46 anni, di Gallipoli; Lorenzo Presicce, 69 anni di Nardò; Brunella Rausa, 59 anni, residente a Casarano; Corrado Salvatore, 57enne residente a Calimera; Luca Schirosi, 45enne di Gallipoli, Cosimo Ruggero Schito, 53enne di Taviano; Gianluca Salvatore Strafella, 45enne di Copertino; Luigi Toma, 49enne di Casarano; Luigi Verardi, 55enne di Racale; Paola Vitali, 43 anni di Matino; Vincenzo Zuccheroso, 53 anni residente a Parabita.

Le accuse

I 52 indagati rispondono, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, reati contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica e l’amministrazione della giustizia, accesso abusivo a sistema informatico e di reati edilizi e ambientali.

Il collegio difensivo

Gli indagati hanno venti giorni a disposizione (dalla notifica dell’atto) per chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive. Sono difesi dagli avvocati: Umberto Leo; Antonio Quinto; Viola Messa; Luigi Corvaglia; Fabrizio Ferilli; Luigi Suez; Ladislao Massari; Luigi ed Emma Covella; Michele Reale; Massimo Manfreda; Enrico Gargiulo; Antonio De Mauro; Andrea Sambati; Vincenzo Farina; Angelo Ninni; Stefano Carluccio; Germana Greco; Michelangelo Gorgoni; Raffaele Marzo; Maria Cristina Caracciolo; Davide Spiri; Giuseppe Romano.

Ricordiamo che il 12 settembre scorso i militari della Guardia di Finanza eseguirono tre arresti ai domiciliari col braccialetto elettronico a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare del gip Marcello Rizzo.

Nel corso delle indagini, coordinate dal pm Alessandro Prontera e svolte dai finanzieri della compagnia di Lecce, sarebbe emersa una presunta associazione a delinquere per il consolidamento del potere economico-imprenditoriale nella “Citta Bella”, con la compiacenza di tecnici e pubblici funzionari. Non solo, poiché nell’inchiesta si fa riferimento ad alcuni soggetti appartenenti alle forze di polizia che avrebbero rivelato informazioni coperte da segreto d’ufficio, in cambio di utilità. Si parla di pesce spada, gamberi, e biglietti gratis.