Chiusa l’inchiesta sulla rivolta nel carcere di Lecce. Ci sono 29 indagati per lesioni

L’episodio risale al 15 novembre 2025. Va detto che il carcere di Lecce è  al collasso con 1.227 presenze medie su 789 posti realmente disponibili.

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La Procura chiude l’inchiesta sulla rivolta nel carcere di Lecce del 15 novembre 2025. Quel giorno, si registrò il ferimento di sei funzionari della polizia penitenziaria che riportarono lesioni giudicate guaribili tra i 5 e i 12 giorni.

Va detto che il carcere di Lecce è  al collasso con 1.227 presenze medie su 789 posti realmente disponibili.

Nelle scorse ore, il pm Maria Vallefuoco ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 29 persone. Gli indagati hanno venti giorni a disposizione per produrre memorie difensive o chiedere di essere interrogati, prima che il pm avanzi la richiesta di rinvio a giudizio e chieda, dunque, il processo. Sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Raffaele Benfatto e Veronica Merico del foro di Lecce.

I disordini si verificarono dopo il trasferimento dalla quinta sezione del reparto C2 di un detenuto, per  un episodio ritenuto disciplinarmente rilevante. A quel punto gli altri detenuti cominciarono a rivolgere offese e minacce esplicite nei confronti del personale di polizia penitenziaria con espressioni del tipo “vi ammazziamo tutti, qua comandiamo noi, vi spacchiamo”. Non solo, si verificarono delle aggressioni fisiche con calci e pugni, e vi fu perfino lo sfondamento del vetro di protezione del box agenti.

Gli indagati, la maggior parte dei quali, di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, sono originari delle sei province pugliesi e si trovano in carcere per reati che variano dal traffico di droga, alle rapine fino ai furti. Tra i 29 indagati c’è anche Rocco Pierri, 50enne di Casarano, residente a Specchia, già condannato in via definitiva a 24 per l’omicidio del coinquilino Maurizio D’Amico, in un appartamento in Svizzera, strangolato con una sciarpa al collo, presumibilmente per un debito di droga, tra il 15 e il 16 settembre del 2001.



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