Chiuso il lido di Torre Lapillo che aveva ‘piazzato’ abusivamente lettini e ombrelloni sulla spiaggia libera

Due ordinanze (una di sospensione della concessione demaniale marittima, l’altra di chiusura coatta dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande) impongono la chiusura immediata dello stabilimento balneare di Torre Lapillo che aveva posizionato ombrelloni e lettini abusivamente.

Lo stabilimento balneare di Torre Lapillo, finito nei giorni scorsi sulle prime pagine dei giornali locali per la cattiva abitudine di posizionare sulla spiaggia libera ombrelloni e lettini senza la necessaria autorizzazione, ha ricevuto di nuovo la visita dei Carabinieri.

I militari del Nor e della locale stazione si sono presentati nella località in riva allo Ionio, sulla strada provinciale 340, insieme alla Polizia municipale per eseguire un’ordinanza emessa dal settore urbanistica del Comune cesarino il 23 luglio. Il provvedimento, in sostanza, sospende la concessione demaniale marittima. Non solo, un’altra ordinanza, emessa sempre il 23 luglio dal settore affari generali, risorse umane e suap del Palazzo di città ordina la chiusura coatta dell’attività di somministrazione alimenti e bevande. Destinatario dei provvedimenti, il titolare del lido, un 48enne di Copertino.

In poche parole, le ordinanze consegnate dai militari hanno come conseguenza la chiusura immediata dell’attività dell’intero stabilimento balneare.

La mamma aveva violato i sigilli

Le lancette dell’orologio avevano da poco segnato le 8.00, del 22 luglio, quando la mamma del titolare del lido è finita nei guai. La donna, 74enne, è stata deferita in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per «violazione dei sigilli».  Era stata nominata, insieme al figlio, custode giudiziale del materiale sequestrato dagli uomini in divisa, ma noncurante di tutto, aveva di nuovo utilizzato gli ombrelloni e i lettini per l’attività balneare.  Gli stessi piazzati su area demaniale marittima di circa 200 metri quadrati senza alcuna autorizzazione.

Scattato di nuovo il sequestro, l’attrezzatura è stata affidata, questa volta, al Sindaco del Comune di Porto Cesareo.



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