Anziano pestato per questioni di vicinato, 43enne condannato ad oltre 9 anni per omicidio preterintenzionale.

Giuseppe Prestifilippo, 78enne, morì il 24 novembre scorso, a seguito del pestaggio per mano del vicino di casa ad Alezio, del 2 agosto 2025, per questioni probabilmente legate al danneggiamento di un tubo.

Si conclude con la condanna a 9 anni ed 10 mesi di reclusione, il processo con rito abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo) per il 43enne aletino, Carmelo Rizzo, accusato di omicidio preterintenzionale con l’aggravante dei futili motivi, per il decesso di Giuseppe Prestifilippo, il 78enne nato a Palermo e residente a Carate Brianza, che trascorreva diversi mesi ad Alezio, di cui è originaria la moglie. Ricordiamo che il pensionato morì il 24 novembre scorso, a seguito del pestaggio per mano del vicino di casa, dello scorso 2 agosto, per questioni futili, probabilmente legate al danneggiamento di un tubo, situato al confine fra le due proprietà. Prestifilippo era stato ricoverato prima in Rianimazione all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, in coma, per poi essere trasferito in una clinica milanese, dove è deceduto. La sentenza è stata emessa oggi dal gup Tea Verderosa.

Il giudice ha disposto delle pene accessorie come l’interdizione dai pubblici uffici. Non solo, il risarcimento del danno in separata sede ed una provvisionale di 20mila euro ciascuno per il figlio e la figlia della vittima, presenti ieri in udienza. Entrambi si erano costituiti parte civile con gli avvocati Pompeo Demitri e Alessandro Grassi.

Il pm Maria Vallefuoco aveva invocato la condanna ad 8 anni di reclusione.

Va detto che in un’altra udienza, il pm aveva riformulato l’imputazione da lesioni gravissime a omicidio preterintenzionale e comunicato di non condividere la proposta di patteggiamento a 4 anni e 10 mesi.

In precedenza, il gup Angelo Zizzari aveva respinto l’istanza di patteggiamento a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

La difesa, rappresentata dagli Luigi Covella e Luigi Suez, potrà presentare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza, entro i prossimi 30 giorni.

In base alla ricostruzione dei fatti, eseguita dai carabinieri della stazione di Alezio e dai colleghi della compagnia di Gallipoli, il 2 agosto in Via Ferrante, ad Alezio, sarebbe sorta una discussione per questioni di vicinato. Rizzo avrebbe accusato il pensionato del danneggiamento di un tubo d’irrigazione e colpito al viso più volte, fino a provocargli delle gravi lesioni.

Il 7 agosto era scattato l’arresto, con ordinanza di custodia cautelare del gip Giulia Proto, nei confronti di Rizzo.

Ed in queste ore, l’uomo è stato condannato in primo grado a quasi 10 anni.