“Minacciava di morte, umiliava e picchiava la compagna”. 59enne condannato a 3 anni e 3 mesi

I fatti si sarebbero verificati, dal 2004 fino 2021, a Lecce. L’imputato rispondeva dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali

Un 59enne leccese è stato condannato alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione, con l’accusa di avere maltrattato la compagna e la figlia per oltre 15 anni.

La sentenza è stata emessa, nelle scorse ore, dai giudici della prima sezione collegiale (presidente Annalisa De Benedictis). Non solo, poiché è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. I giudici hanno inoltre condannato l’imputato al risarcimento del danno di 10 mila euro in favore della ormai ex compagna che si era costituita parte civile con l’avvocato Ester Nemola. Il 59enne leccese rispondeva dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

I fatti si sarebbero verificati, dal 2004 fino 2021, a Lecce.

Il 59enne avrebbe sistematicamente minacciato di morte e maltrattato la compagna.

In una circostanza, l’uomo avrebbe afferrato la testa della donna, sbattendola contro l’anta dell’armadio. In un’altra occasione, l’avrebbe picchiata a mani nude, con una serie di pugni. E nel mese di luglio del 2021 le avrebbe strappato il carica-batterie, usandolo come frusta, colpendola sulle braccia e causandole una serie di ematomi. Come detto, gli atti violenza sarebbero stati indirizzati anche verso la figlia che in alcune occasioni veniva sbattuta contro il muro e presa a schiaffi.

In seguito all’ennesimo episodio di maltrattamenti, la donna sporse denuncia e venne poi presa in carico dal centro antiviolenza “Renata Fonte”.

L’imputato è difeso dall’avvocato Giuseppe Serratì che potrà presentare ricorso in Appello.

I fatti si sarebbero verificati, dal 2004 fino 2021, a Lecce. L’imputato rispondeva dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Un 59enne leccese è stato condannato alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione, con l’accusa di avere maltrattato la compagna e la figlia per oltre 15 anni.

La sentenza è stata emessa, nelle scorse ore, dai giudici della prima sezione collegiale (presidente Annalisa De Benedictis). Non solo, poiché è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. I giudici hanno inoltre condannato l’imputato al risarcimento del danno di 10 mila euro in favore della ormai ex compagna che si era costituita parte civile con l’avvocato Ester Nemola. Il 59enne leccese rispondeva dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

I fatti si sarebbero verificati, dal 2004 fino 2021, a Lecce.

Il 59enne avrebbe sistematicamente minacciato di morte e maltrattato la compagna.

In una circostanza, l’uomo avrebbe afferrato la testa della donna, sbattendola contro l’anta dell’armadio. In un’altra occasione, l’avrebbe picchiata a mani nude, con una serie di pugni. E nel mese di luglio del 2021 le avrebbe strappato il carica-batterie, usandolo come frusta, colpendola sulle braccia e causandole una serie di ematomi. Come detto, gli atti violenza sarebbero stati indirizzati anche verso la figlia che in alcune occasioni veniva sbattuta contro il muro e presa a schiaffi.

In seguito all’ennesimo episodio di maltrattamenti, la donna sporse denuncia e venne poi presa in carico dal centro antiviolenza “Renata Fonte”.

L’imputato è difeso dall’avvocato Giuseppe Serratì che potrà presentare ricorso in Appello.