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Cercano gli autori di una rapina e trovano auto rubate. Come il clan conquistava il ‘consenso sociale’

by Redazione
16 Maggio 2023 17:33
in Cronaca
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Nelle oltre mille pagine di ordinanza, emergono non solo i rapporti tra i clan storici, non più l’uno contro l’altro, ma uniti nel trovare nuove forme di collaborazione, o il controllo del traffico di sostanze stupefacenti, core business del clan che pretendeva il cosiddetto “punto”, una percentuale sui ricavi dovuta dagli spacciatori ai fornitori e destinato ad alimentare la “cassa comune”. Importante era anche la ricerca del consenso sociale. Sono tanti gli episodi citati che dimostrano la facilità con cui il clan ricorreva alla forza di intimidazione, ma anche l’impegno nel risolvere “problemi”, sostituendosi allo Stato o alle Forze dell’Ordine. Episodi – si legge – che danno il conto della singolare, ma significativa, iniziativa di persone comuni di rivolgersi ad alcuni indagati per ottenere “tutela”.

La ricerca e punizione dei responsabili della rapina

Uno dei fatti raccontati riguarda la rapina in un’abitazione. In due, con il volto coperto e armati di pistola, si erano intrufolati in casa di un imprenditore. E dopo aver imbavagliato e legato la moglie e la figlia (minore), le hanno minacciate per farsi consegnare denaro e gioielli. Bottino in mano, sono fuggiti via a bordo di un’auto di colore bianco. Durante le intercettazioni, emerge l’interesse del clan per trovare i responsabili, anche cercando ‘indizi’ nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Tempo due giorni, e gli autori della rapina avevano un volto e un nome tanto che sono stati denunciati dalle stesse vittime. Uno è stato anche punito, mesi dopo, con un ordigno
esplosivo.

“La macchina deve uscire”

Ci sono poi le macchine rubate…e ritrovate. Come una Land Rover ‘scomparsa’ da un parcheggio a Lecce e ‘ritrovata’ la sera dopo, a Nardò. A parte il vetro rotto, per portarla via, non mancava nulla. C’erano anche i documenti di identità del proprietario e il bancomat. Un’altra macchina ritrovata grazie all’intervento del clan è una Fiat Punto, rinvenuta sulla provinciale che da Torre Santa Susanna a San Pancrazio Salentino.

Tags: operazione-filo-di-arianna
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