Controlli anti-covid, riflettori accesi sulla protesta #ioapro: nessuna ‘disobbedienza civile’ a Lecce

Sono tredici le sanzioni scattate nei confronti di undici persone, soprattutto giovani, trovate senza mascherina e due sorprese in strada dopo il coprifuoco senza motivo.

La Puglia in zona gialla, anche se ancora per poche ore, non ha messo in pausa i controlli delle forze dell’ordine volti a  garantire il rispetto delle regole imposte per frenare l’aumento dei contagi e, di conseguenza, per contenere la diffusione del virus che continua a scandire le giornate. Così, come disposto dal Questore di Lecce, anche nella serata di ieri, 15 gennaio, si sono accesi i riflettori sulla città, principalmente per  verificare il rispetto delle norme dettate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul divieto di assembramento.

Ma l’attenzione degli uomini in divisa si è concentrata anche sulla campagna nazionale «Io Apro», una forma di protesta di bar e ristoranti che hanno deciso di apparecchiare i tavoli, cucinare per i clienti e servire consapevoli dei rischi, tra multe salate e chiusura del locale. Nel corso del servizio al fine di appurare le adesioni all’iniziativa di “disobbedienza civile” non è stata riscontrata nessuna forma di protesta.

Numeri alla mano, sono 25 gli esercizi pubblici controllati. Stessa sorte per 479 persone, di cui 13 sanzionate ai sensi della normativa anti-Covid. Undici sono scattate nei confronti di chi, soprattutto giovani, è stato trovato senza la mascherina. Alcuni ad un primo controllo sono stati sensibilizzati al corretto uso dei dispositivi di protezione individuale e quindi invitati ad indossarla correttamente. Ad un secondo controllo, dopo che sono stati nuovamente trovati senza la mascherina, sono stati multati per violazione delle norme anti-covid.

Due sanzioni sono state elevate a due persone pizzicate fuori dalla propria abitazione, dopo le ore 22.00, senza un giustificato motivo.



In questo articolo: