Coronavirus, nuova fuga dalla Lombardia. Strapieno il Milano-Lecce

Ci risiamo! Dopo la fuga in massa dalla Lombardia di sabato notte, i treni diretti al Sud continuano a partire dalla stazione di Milano.

Chi pensava che le restrizioni imposte dal decreto «io resto a casa» voluto dal Governo per frenare la diffusione del Coronavirus avrebbe fermato la fuga dalla Lombardia si sbagliava. La scena si è ripetuta. Più ordinata rispetto a quella di sabato notte, più rispettosa delle distanze di sicurezza e delle regole imposte, ma sempre di ‘fuga’ si tratta come dimostrano le immagini diffuse, ancora una volta, sui social.

Tante, tantissime le persone che vogliono lasciare Milano. E – con gli aeroporti chiusi – lo hanno fatto prendendo uno dei treni diretti al Sud, quel Sud che ancora sta cercando di capire quali saranno le “conseguenze” di questo ritorno a casa in massa. Già, perché questo tipo di comportamento ‘stravolge’ i calcoli, rimescola le carte in tavola, ribalta le previsioni sul picco dei contagi e aumenta i timori e le incertezze sulla capacità del sistema sanitario regionale di riuscire a gestire l’emergenza.

Studenti, fuori-sede, lavoratori hanno ‘ammassato’ il convoglio diretto a Palermo delle 20.10 e ancor di più il Milano-Lecce delle 20,50. Senza contare i passeggeri che hanno affollato i notturni dei giorni scorsi per il timore di ‘cancellazioni’.

È notte quando sulla pagina Facebook del Governatore Michele Emiliano compare un post ‘amaro’. «Avrete probabilmente esibito ai soldati alla stazione le vostre legittime autocertificazioni sulle motivazioni del vostro ritorno. Spero che abbiate le mascherine e che teniate la distanza di un metro l’uno dall’altro in treno. Fatto sta che ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare. In pochi giorni migliaia e migliaia di persone hanno fatto rientro in Puglia aggravando la nostra già drammatica situazione» si legge.

Inutile dire che la ‘situazione drammatica’ di cui parla il Presidente è la mancanza di posti letto in terapia intensiva. Questo significa che, in caso di emergenza, gli angeli in corsia dovranno scegliere chi curare e chi no. Chi ‘merita’ di vivere o di morire.

«Vi ricordo che appena arrivate dovete richiudervi in casa e che dovete stare lontani da genitori, fratelli, nipoti, amici, nonni e malati che rischiano di morire se contagiati. Dovrete rimanere in casa almeno per altri 14 giorni e comunque per tutto il tempo di durata del decreto del Presidente del Consiglio» ha concluso il magistrato.

Ultima fermata: Lecce

Le forze dell’ordine hanno atteso in stazione i viaggiatori che si sono fermati a Lecce. Sulla banchina è presente anche il Sindaco Carlo Salvemini per ‘sensibilizzare’ i passeggeri in arrivo sul rispetto dell’ordinanza regionale. C’è anche quello partito da Torino da controllare.

«I passeggeri – si legge nel post che il primo cittadino ha condiviso sulla pagina Facebook – sono in tutto una ventina, autorizzati a raggiungere la propria residenza domicilio. Sono fuori sede, studenti erasmus, italiani all’estero che, col decreto, hanno un titolo per rientrare a casa che non può essere loro impedito. Ricordo che trasporti ferroviari e aerei pur ridotti non sono sospesi ed è fatto obbligo ai vettori di contingentare i biglietti per il rispetto delle distanza di sicurezza minima».

«È sacrosanto essere prudenti e preoccupati. È importante controllare paure per non alimentare agitazioni che poi diviene difficile gestire e controllare. Le istituzioni di Puglia stanno lavorando notte e giorno per tutelare la nostra salute. Restiamo in allerta. Conserviamo fiducia. Andiamo avanti, uniti» ha concluso Salvemini.



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