“Viaggio” in Tribunale: uffici chiusi, corridoi deserti ed udienze rinviate per il coronavirus

Vi documentiamo gli effetti del decreto sul coronavirus nel palazzo di giustizia di viale De Pietro. È iniziata, infatti, la sanificazione degli ambienti del tribunale penale

Il Tribunale di Lecce come non lo si è mai visto. Tra uffici chiusi, corridoi deserti ed udienze rinviate, vi documentiamo gli effetti del decreto sul coronavirus, anche nel palazzo di giustizia di viale De Pietro. Difatti, nella giornata di oggi, è iniziato il periodo, che dovrebbe durare una settimana, dedicato alla sanificazione degli ambienti del tribunale penale, come stabilito da tutti i capi degli uffici giudiziari di Lecce, di concerto con l’Ordine degli Avvocati, al termine della riunione di sabato scorso.

Dunque, è stata disposta la sospensione di tutte le attività ordinarie che comportino affluenza di pubblico e di utenza presso la Corte d’Appello, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale dei Minorenni e il Giudice di Pace e delle Procure di Lecce.

Il palazzo di giustizia non è comunque del tutto chiuso oggi, anche se l’ingresso, previsto soltanto da viale De Pietro, è regolato da una serie di stringenti controlli.

Una volta dentro, il “paesaggio” si presenta subito desolato ed irreale. Al piano terra, non vi è alcun assembramento di persone e agli ascensori molti preferiscono le scale per salire ai piani superiori. Le aule sono quasi vuote ad eccezione dell’aula Cappuccilli, dove si stanno svolgendo le udienze di convalida degli arresti (non sono differibili); mentre i pochi processi previsti per oggi, vengono chiamati per essere subito rinviati. Anzi, da domani è previsto il rinvio d’ufficio di tutte le udienze, eccetto i casi d’urgenza.

Al primo, al secondo ed al terzo piano, dove si trovano perlopiù le stanze della Procura e della Corte di Appello, si può entrare nei corridoi, ma gli uffici sono chiusi al pubblico, se non previa prenotazione telematica.

Al quarto piano, dove ha sede il Riesame e l’ufficio del Presidente del Tribunale, il quadro è sempre lo stesso. Il via vai è limitato e la maggior parte delle persone gira con guanti e mascherine. Salendo al quinto piano, si arriva all’ufficio gip, ma la porta è chiusa e si può entrare solo in caso particolari e dopo aver fornito le proprie generalità (per verificare la zona di provenienza) ad un usciere.

Infine, si giunge la sesto piano, dove hanno sede le cancellerie e le stanze dei giudici. Quì è ancor più tangibile il cambiamento per l’emergenza coronavirus. L’ingresso è chiuso con il nastro isolante ed un serie di avvisi, illustrano le misure in corso per sanificare gli ambienti.



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