Il vento fa ‘crollare’ un piano della Fòcara di Novoli, ma sarà ricostruito per ‘bruciare’ per Sant’Antonio

Il forte vento di tramontana che si sta abbattendo sul Salento non ha risparmiato nemmeno il falò più grande del Mediterraneo. L’ultimo piano della pira è crollato, ma sarà ricostruito per l’accensione di domenica sera

Il conto alla rovescia per l’evento invernale più atteso nel Salento è cominciato. La Focara di Novoli brucerà in onore di Sant’Antonio, come accade da secoli, anche se per scongiurare pericoli legati al Coronavirus – soprattutto ora che la curva disegnata dai positivi è tornata a salire spinta dalla variante omicron, più contagiosa ma meno aggressiva – mancherà il pubblico. Non ci sarà nessuno che naso all’insù e telefonino in mano ammirerà l’imponente pira costruita con centinaia e centinaia di fascine bruciare. O almeno non dal vivo perché l’evento sarà trasmesso in diretta tv.

Sembrava essere tutto pronto, quindi, ma un imprevisto si è abbattuto (letteralmente) sul monumento di legno, costruito come si faceva un tempo dal giorno della festa della vite. Il forte vento di tramontana che sta soffiando in queste ore sul Salento ha fatto crollare l’ultimo piano del falò, ma gli organizzatori non si sono persi d’animo e sono già al lavoro per ricostruire il falò. L’appuntamento resta invariato.

«Il falò più grande del Mediterraneo si farà lo stesso, non ci sono dubbi – si legge in una nota a firma di Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” – ma i componenti del Comitato saranno chiamati agli “straordinari” per riattivare la macchina organizzativa e i lavori di ripristino affinché tutto sia pronto per i tre giorni del fuoco dedicati al patrono Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio. I due piani del falò, saranno colorati di bianco per ricordare il personale sanitario impegnato nella lotta al Covid19»