I Carabinieri della Stazione di Ugento hanno notificato un provvedimento di Divieto di Accesso alle Aree Urbane (Dacur), emesso dal Questore di Lecce Giampietro Lionetti, nei confronti di due giovani cittadini egiziani di 19 e 20 anni. I due ragazzi, già noti alle Forze dell’Ordine, sono indagati per una violenta aggressione avvenuta nella marina di Torre San Giovanni.
La misura preventiva, della durata di tre anni, vieta tassativamente ai destinatari l’accesso e la permanenza nei locali e negli esercizi pubblici della zona interessata.
La dinamica dell’aggressione e le indagini dei Carabinieri
Il provvedimento scaturisce da una meticolosa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Ugento, che ha consentito di ricostruire i fatti e individuare i presunti responsabili, successivamente deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Lecce.
I fatti risalgono alla notte del 29 agosto 2025. I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Casarano intervennero a Torre San Giovanni a seguito della segnalazione di una violenta lite.
Sul posto fu identificato un cittadino marocchino di 29 anni, che presentava ferite da taglio superficiali. L’uomo fu immediatamente trasportato presso l’ospedale di Casarano per le cure del caso e secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini preliminari, l’episodio sarebbe maturato a seguito di un litigio originato da alcuni apprezzamenti rivolti dalla vittima a una donna presente in compagnia degli indagati.
Grazie agli approfondimenti investigativi, i militari sono riusciti a raccogliere elementi utili per identificare i due giovani, ritenuti i presunti autori dell’aggressione.
Cos’è il DACUR e come tutela la sicurezza pubblica
Il Dacur (noto anche come “Daspo Urbano”) si inserisce nel sistema delle misure di prevenzione personale previste dall’ordinamento italiano.
Si tratta di strumenti fondamentali che consentono alle autorità di intervenire in chiave preventiva nei confronti di soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi per la sicurezza urbana, a prescindere dall’esito del procedimento penale.
L’obiettivo principale è quello di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, in particolare nelle aree della movida e a maggiore aggregazione sociale.
Naturalmente, in linea con il principio di garanzia, resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati, la cui responsabilità penale dovrà essere eventualmente accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.






