Dipendente di banca “infedele” licenziato e arrestato per aver intascato 36mila euro

Il cassiere finito ai domiciliari, incaricato della riscossione di Imu e Tari, avrebbe trattenuto più di 16mila euro. Non solo, si sarebbe appropriato dei risparmi di un anziano cliente

Peculato, appropriazione indebita e truffa aggravata. Sono queste le accuse contestate al dipendente di un noto istituto di credito, arrestato dagli uomini Guardia di Finanza di Casarano che hanno bussato alla sua porta stringendo tra le mani un’ordinanza di custodia cautelare, a firma del gip Giulia Proto su richiesta del pm Donatina Buffelli. Secondo le indagini, l’uomo, V.C.M., 60enne originario di Matino, che lavorava in una filiale di Ugento, avrebbe approfittato della sua posizione – era incaricato della riscossione dei tributi locali TARI e IMU – per trattenere più di 16mila euro, consegnati in contanti da 75 ignari clienti.

Come avrebbe raggirato il solito iter? Nascondendo o distruggendo la copia riservata alla banca per sottrarsi ad ogni possibile controllo interno della contabilità giornaliera della filiale e omettendo il trasferimento delle somme all’Agenzia delle Entrate e conseguentemente al Comune destinatario dei tributi.

La truffa ad un anziano

Non solo, il dipendente bancario, nell’arco temporale di appena un anno (febbraio 2021 – gennaio 2022) si sarebbe appropriato dei risparmi di un proprio cliente ‘ultranovantenne’, per un ammontare di quasi 21mila euro, sottraendoli con vari prelievi, con importi oscillanti tra i 1.000 ed i 3.000 €, a volte eseguiti anche nel corso della stessa giornata.

Il cassiere, essendo riuscito a conquistare la fiducia dell’anziano e dei suoi familiari, si sarebbe offerto di prelevare fondi dal libretto e di fornire assistenza bancaria ogniqualvolta il cliente fosse stato impossibilitato a raggiungere l’istituto di credito. In questo modo, avrebbe prelevato una somma superiore a quella richiesta dal malcapitato truffato, trattenendo per sé la differenza.

Per non destare sospetti, il dipendente bancario, prima di restituire il libretto di risparmio all’anziano, avrebbe annotato a ‘penna’ l’operazione di prelievo richiesta in luogo di quella effettivamente eseguita, alterandone così il saldo contabile.

Sono stati alcuni clienti ad accorgersi del raggiro, dopo avere ricevuto le richieste di pagamento dal Comune, nonostante avessero già provveduto a versare le somme dovute. A quel punto, è scattata la segnalazione all’istituto di credito, parte offesa nel procedimento.

Il dipendente è stato dapprima sospeso ed in seguito licenziato, poiché durante il periodo di sospensione avrebbe continuato a mettere in atto una serie di raggiri.

L’uomo, assistito dall’avvocato Andrea Sambati, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip Giulia Proto, ma potrà chiedere in seguito di essere ascoltato.

Le precisazioni della banca

Inatno, la banca ha diramato un comunicato che recita: “Con riferimento all’arresto del proprio ex dipendente in servizio presso la filiale di Ugento, la Banca Popolare Pugliese precisa di essere parte lesa nella vicenda e comunica che, alla prima notizia della possibile infedeltà subita, ha immediatamente (in data 8-11-2021) sospeso dal servizio il dipendente e lo ha subito dopo licenziato, provvedendo contemporaneamente a informare dei fatti le autorità inquirenti e collaborando pienamente con le stesse. Dopo le opportune verifiche ha anche provveduto a ripristinare la corretta imputazione delle somme sottratte.”

 



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