“Dovete fare la colletta e ci dovete dare i soldi”. Le intercettazioni sui piani estorsivi del clan verso gli ambulanti

I retroscena che emergono nell’ordinanza di arresto a firma del gip Marcello Rizzo, relativa all’operazione “Game Over” che ha smantellato il clan Briganti

Il clan pianificava e programmava estorsioni ai commercianti ambulanti che operavano nella zona dello stadio comunale di Via Del Mare in occasione degli incontri di calcio e di eventi musicali e per gestire i parcheggi abusivi in occasione delle diverse manifestazioni. In che modo? Secondo l’accusa, adottando metodi violenti per punire chi si rendeva responsabile di infamità e per ottenere il versamento delle somme spettanti a Pasquale Briganti.

Come emerge nell’ordinanza di arresto a firma del gip Marcello Rizzo, relativa all’operazione “Game Over”, in una intercettazione tra due arrestati, Aleandro Capone affermava riguardo al piano estorsivo in occasione delle partite di calcio di serie A: “… adesso che arriva la serie A … adesso che arrivano con le sciarpe … quando c’è la Juve … il Napoli … l’Inter … allora … allora …”

E Francesco Capone, rispondeva: “là sono soldi”.

E in occasione della festa patronale per i Santi Giusto, Oronzo e Fortunato del 24, 25 e 26 agosto 2019, Francesco Capone, così come concordato con Carlo Zecca (un altro degli arrestati), passava presso le bancarelle dei commercianti ambulanti impegnati nella vendita di merce, pretendendo, con minaccia rappresentata dall’essere esponenti del clan Briganti, la consegna di somme di denaro pari a 20 euro al giorno, in cambio di servizi di guardiania che in realtà non venivano assicurati. E li costringevano, dopo la conclusione di un primo giro tra le bancarelle, a versare 450 euro.

Ecco lo stralcio di una conversazione

Francesco: “no siamo passati per una cosa … voglio dire …”
Uomo 1: “per una offerta?”
Francesco: “si … abbiamo fatto una ventina (20) euro al giorno altrimenti …
Uomo 1: “noi due giorni tre giorni con oggi siamo stati”
Francesco: “dammi sessanta”
Uomo 1: “tieni il resto”
Francesco: “…(incomprensibile)… una cosa per il caffè … altrimenti poi …(incomprensibile)…”

In occasione del concerto del cantante Salmo, tenutosi in piazza Palio a Lecce, Aleandro e Francesco Capone, insieme ad altri soggetti rimasti ignoti, avvicinavano più volte un venditore ambulante di gadget, dall’accento napoletano, presso cui si portavano a bordo di uno scooter di grossa cilindrata, minacciandolo in un caso con le testuali parole “non hai capito … dovete fare la colletta e ci dovete dare i soldi”, mostrandogli in un’occasione anche la pistola. Inoltre, Carlo Zecca forniva ai sodali ai sodali, i consigli e le indicazioni sui modi con cui agire nei confronti delle persone a cui estorcere il denaro (“…napoletano ci devi dare … adesso ti devi sbrigare … ci devi dare … tre … quattrocento euro … adesso … digli … quanti siete?…altrimenti adesso ti prendo … ti carico sullo scooter e ti porto … ti trascino … gli tiri uno schiaffo … capito?”).



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