L’ultimo abbraccio a Giulia Cecchettin

È il giorno dell’ultimo saluto a Giulia Cecchettin. Migliaia di persone si sono ritrovate nella piazza della basilica di Santa Giustina, dove si è svolto il suo funerale.

C’è grande silenzio all’ombra della Basilica di Santa Giustina in Prato della Valle, a Padova, dove si sono svolti i funerali di Giulia Cecchettin. Tanti i volti rigati dalle lacrime, per la morte della studentessa di Vigonovo, uccisa ad un passo dalla laurea, ammazzata per impedirle di realizzare il suo sogno, quello di diventare una illustratrice di libri per bambini.

Dopo la «corona» conquistata con determinazione nonostante il periodo non facile, nonostante il dolore per la morte della mamma, Giulia avrebbe frequentato una scuola di Reggio Emilia, ma la sua vita si è interrotta tra i capannoni della zona industriale di Fossò, dove il suo ex fidanzato Filippo Turetta l’ha aggredita e l’ha vista morire come ha raccontato nella sua lunga confessione. C’è un video che riprende l’orrore. Le telecamere di una nota azienda hanno ripreso quei drammatici momenti.

Il tentativo disperato di Giulia di salvarsi, di scappare dalla violenza, da quella violenza che troppe volte finisce sulle prime pagine dei giornali. La studentessa non è stata la prima e, purtroppo, non sarà l’ultima come scritto nero su bianco nella poesia di Cristina Torre Cáceres diventata virale dopo il femminicidio. «Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. / Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima» si legge. Sono gli ultimi versi di una lettera che l’attivista peruviana ha scritto dopo la morte di Mara, uccisa da un autista.

Un lungo applauso per salutare Giulia che si è dovuta arrendere davanti a quelle venti e più coltellate. Ferite che hanno cancellato la speranza di ritrovarla ancora viva. « L’amavo, non accettavo la fine della relazione, la volevo per me » ha raccontato Filippo Turetta ai magistrati. Non era amore. L’amore è quello che si respira nella piazza accanto alla Basilica di Santa Giustina, dove si sono ritrovate 10mila persone, o forse di più. Tutte per abbracciare Giulia nel suo ultimo viaggio, prima di essere sepolta nel cimitero di Saonara, paese dove è nata e dove riposa la mamma Monica, scomparsa a 51 anni.

«Ed ora vola Giulia, vai in alto, vai oltre. Oltre il nero della morte, oltre il rosso del sangue, oltre il bianco del gelo. Oltre l’oppressione, oltre la miseria, oltre gli uomini » ha scritto sui social Nicodemo Gentile, il legale per l’associazione Penelope di Elena, la sorella di Giulia. «Sei diventata una farfalla, libera e colorata, come quella di Penelope. Senza catene raggiungi la tua adorata mamma in quello spazio nuovo, azzurro e confortante, dove finalmente nessuno potrà più toccarti. Buon volo anima pura e se puoi perdonaci».