Coronavirus, da Bergamo in Puglia per salvargli la vita: guarito il primo paziente arrivato dalla Lombardia

L’uomo, con insufficienza respiratoria severa, era stato trasferito in Puglia lo scorso 20 marzo in aereo con una barella ad alto biocontenimento.

È guarito il primo paziente Covid che la Puglia aveva ‘accolto’ dalla Lombardia. La Regione guidata da Michele Emiliano aveva teso una mano a quella, più in difficoltà, di Attilio Fontana dando la sua disponibilità a ospitare i malati che avevano bisogno di cure e di un posto in terapia intensiva. Così è stato per l’uomo, un 56enne, partito da Bergamo la notte del 20 marzo a bordo di un aereo della 46ª Brigata Aerea di Pisa con una barella ad alto biocontenimento e  ricoverato all’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti con una insufficienza respiratoria severa. Sono stati i medici che lo hanno curato a dare notizia della fine dell’incubo. È fuori pericolo dopo essere stato sottoposto a due tamponi risultati negativi nelle giornate del 24 e del 25 marzo.

«La guarigione del primo paziente Covid che la Puglia ha accolto dalla Lombardia rende davvero speciale questa giornata – ha dichiarato il Governatore Michele Emiliano – è una gioia sapere che quest’uomo, arrivato in Puglia in condizioni assai critiche, farà presto ritorno a casa sano e salvo appena finita la fase riabilitativa, grazie alla competenza e alla professionalità del personale sanitario del Miulli e della Asl Bari. A tutti loro va il mio ringraziamento e un augurio di ogni bene al paziente che spero porti con sé il calore e l’affetto dei pugliesi».

Le sue condizioni erano state definite dai medici “piuttosto critiche”. Il paziente presentava, infatti, una miocardite che ne aveva minato le forze e messo a rischio la vita nonostante la giovane età. Il lavoro e le cure dei rianimatori del Miulli hanno permesso di recuperare la funzione cardiaca e quella respiratoria, tanto da consentire in un breve periodo di arrivare alla rimozione della cannula tracheostomica.

Dopo alcuni giorni di riabilitazione, il paziente è riuscito a recuperare una funzione respiratoria normale, merito anche del supporto psicologico, del contatto con la famiglia (assicurato dagli apparecchi digitali che il Miulli ha messo a disposizione per l’uso in reparto Covid) e della forte relazione empatica che si è creata fra il paziente e tutto il personale medico e infermieristico dell’ospedale.

Il trasferimento del paziente aveva richiesto una complessa operazione di soccorso Medevac (MEDical EVACuation), coordinata dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) della Protezione Civile, dalla Centrale remota operazioni soccorso sanitario (Cross) di Pistoia, insieme a Centrale operativa del Policlinico, ASL Bari, SET 118 e Aeronautica Militare.



In questo articolo: