Bosco Guarini, la Protezione Civile sull’arresto del Volontario: ‘Noi parte offesa’

l’Intervento del Presidente del Coordinamento delle Associazioni di Volontariato e dei Gruppi Comunali di Protezione Civile della Provincia di Lecce, Salvatore Bisanti.

La notizia che ad appiccare il fuoco a Bosco Guarini sarebbe stato un volontario della Protezione Civile, finito agli arresti domiciliari, ha sconvolto il Salento. E, come sempre, a generalizzare si impiega poco tempo. Proprio quegli operatori di Protezione Civile che quotidianamente rischiano la vita per il benessere di tutti sono finiti sul banco degli imputati. Basta un soggetto infedele per gettare discredito su tutti. Basta un episodio del genere per far tornare a galla la vecchia favola secondo la quale chi appicca questi incendi lo fa per avere un ritorno economico. E la Protezione Civile non ci sta.

Il Presidente del Coordinamento delle Associazioni di Volontariato e dei Gruppi Comunali di Protezione Civile della Provincia di Lecce, Salvatore Bisanti, a nome del Consiglio Direttivo e di tutti i Volontari, esprime tutta la sua rabbia: “Si precisa, che ogni associazione o gruppo comunale di protezione civile, convenzionati con Regione Puglia per il supporto alla lotta degli incendi boschivi, riceve un contributo annuale di € 5000,00, che prescinde dal numero degli interventi di spegnimento effettuati durante la “campagna AIB” e che tale contributo – per essere concesso all’organizzazione – deve essere preventivamente rendicontato con le spese effettivamente sostenute. Il prestigio e la dignità di un faticoso lavoro quotidiano di costruzione del nostro operato di volontariato, non possono essere intaccati da questo atto vergognoso e ingiustificato che penalizza la parte sana del volontariato della Protezione Civile. I Volontari sono i primi a sentirsi offesi da simili, vili gesti, che vanno senz’altro puniti a norma delle leggi vigenti”.

I fatti

La notizia nella giornata di ieri, come detto, aveva sconvolto il Salento. A seguito di una certosina attività di indagine iniziata subito dopo l’incendio dell’area boschiva, i Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Lecce e della Stazione Forestale di Otranto, sotto il coordinamento e la direzione del pubblico ministero Alessandro Prontera, avevano dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari a firma del gip Alcide Maritati nei confronti di un 53enne, ritenuto responsabile del rogo.



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