“Aveva perso conoscenza al momento dell’incidente”. Vigilessa assolta dall’accusa di omicidio stradale

Il giudice monocratico, al termine del processo con rito abbreviato, ha assolto la 50enne di Lecce “perché non imputabile nel momento in cui ha commesso il fatto”.

Arriva l’assoluzione per una vigilessa accusata di omicidio stradale, dopo l’incidente in cui perse la vita un 82enne leccese. Il giudice monocratico Maddalena Torelli, al termine del processo con rito abbreviato, ha assolto l’imputata: “perché non imputabile nel momento in cui ha commesso il fatto“. A.M.R, 50 anni di Lecce è assistita dagli avvocati Paolo Spalluto e Antonila De Pandis. Il pm d’udienza aveva chiesto la condanna alla pena di un anno e quattro mesi con la revoca della patente.

La difesa aveva chiesto ed ottenuto il giudizio abbreviato condizionato alla acquisizione di una consulenza tecnica di parte del cardiologo Giovanni Milanese e del medico legale, Vincenzo Garzia, nelle quali si sosteneva che il giorno dell’incidente la donna fosse affetta da: “sincope neuromediata legata ad un transitorio malfunzionamento del sistema nervoso autonomo (svincolato dal controllo della nostra volontà) deputato alla regolazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca“. Queste sincopi sono la causa più frequente di perdita di coscienza.

La difesa dell’imputata ha sostenuto che la responsabilità della conducente di autoveicolo stante il malore repentinamente ed improvvisamente insorto é uno stato morboso ancorchè transitorio ascrivibile alle previsione di cui all’articolo 88 Codice Penale che incidendo sulla potenzialità intellettive e volitive del soggetto con la perdita e il grave turbamento nella coscienza spezza il collegamento tra il comportamento del soggetto medesimo e le funzioni psichiche che allo stesso presiedono così determinando movimenti o stati di inerzia corporeei inconsapevoli ed automatici privi dei caratteri tipici della condotta secondo lo schema dell’articolo 42 cp per cui: “nessuno può essere punito per un’azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l’ha commessa con coscienza e volontà”.

I fatti si sono verificati il 1 agosto del 2016. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Maria Consolata Moschettini, invece, l’imputata avrebbe percorso via Adriatica (la strada che conduce a Torre Chianca), nei pressi dell’abitato di Lecce: “a velocità non particolarmente moderata e consona alle condizioni di tempo e luogo (e comunque non inferiori ai 55 Km/h), a bordo della sua autovettura Lancia Musa”. E ad un certo punto “inspiegabilmente invadeva la corsia opposta e impattava frontalmente contro l’autovettura Fiat Punto condotta da G.C. che nella circostanza sopraggiungeva”. Ed a seguito della violenta collisione, l’anziano automobilista è deceduto.



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