L’organizzatrice del ‘Premio Barocco’ ed altri tre imprenditori finiscono sotto processo per reati tributari

Il Gup ha rinviato a giudizio Donatella Cartenì, Piero Tunno e Paola Cordaro, per i reati di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e Cesario Faiulo per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

Una vicenda di presunte emissioni di fatture false o dichiarazioni fiscali fasulle, composta da diversi episodi avvenuti tra il luglio 2007 e dicembre 2012, per evadere il fisco. Protagonisti, vari imprenditori, tra cui gli organizzatori del prestigioso "Premio Barocco". Il Gup Vincenzo Brancato ha rinviato a giudizio: la 32enne Donatella Cartenì di Gallipoli, difensori Pasquale e Giuseppe Corleto; il 49enne Cesario Faiulo di Casarano, avvocato Michele Reale; il 51enne di Taviano, Piero Tunno, difeso da Paola Scarcia e Paola Cordaro, nata a Bari ma residente a Galatone, 51enne, difensore Maurizio Pinca.
 
Il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone aveva chiesto il rinvio a giudizio per il presunto reato di "emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti": per Donatella Cartenì che avrebbe, in qualità di legale rappresentante di "associazione Premio Barocco Salento onlus", consentito alla società di Cesare Faiulo che gestisce un albergo della Città Bella, di evadere le imposte sui redditi e sull'IVA, emettendo fatture relative ad operazioni inesistenti, tra il dicembre 2007 e quello dell'anno 2009. Lo stesso reato sarebbe stato commesso, secondo l'accusa da Piero Tunno in qualità di titolare della "Piero Tunno Company", nel dicembre 2008, sempre per consentire al succitato albergo di Faiulo di compiere il reato di evasione fiscale. Anche Paola Cordaro dell'omonima individuale si sarebbe macchiata, negli anni 2007 e 2008, sempre secondo la tesi accusatoria, del reato di emissione di fatture o altri documenti falsi, al fine di favorire l'hotel.
 
Infine, Cesario Faiulo, come detto in precedenza amministratore unico di un noto hotel gallipolino è accusato di "dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti", finalizzata ad evadere il pagamento delle tasse, negli anni 2008 e 2009.
 
I militari della Guardia di Finanza, in fase d'indagini preliminari, nell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta si sono avvalsi del contributo di una copiosa documentazione, fornitagli dall'agenzia delle entrate di Lecce, che in seguito ad approfonditi accertamenti, era risalita ai presunti illeciti. L'udienza per l'inizio del processo, è stata fissata per il 5 ottobre, dinanzi ai giudici della seconda sezione penale.



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