Maxi furto al “Sisal Match Point” di Gallipoli, scattano le manette per il capo della banda

A conclusione di 5 mesi di indagini da parte della Polizia di Stato di Gallipoli sulla banda di ladri responsabile di almeno 15 furti, è finito in manette un 47enne.

È stata una vera e propria escalation di furti aggravati, sempre commessi con violenza sulle cose, con volto travisato ed in concorso con tre o più persone. A scatenare un forte allarme sociale nella città di Gallipoli è stata una banda di ladri autrice di molti furti commessi negli scorsi mesi, una situazione che finalmente arriva ad un punto di svolta. Gli agenti della Polizia di Stato di Gallipoli hanno arrestato Salvatore Piro 47enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, responsabile del maxi furto al “Centro Scommesse Sisal Match Point” del comune salentino.

Sono stati mesi molto intensi per la polizia giudiziaria e la polizia scientifica, impegnate nelle indagini che hanno portato ad incastrare il capo della banda di ladri. 5 mesi di lavoro meticoloso da parte degli uomini in divisa su almeno 16 furti ad opera della banda di ladri, contando i colpi messi effettivamente a segno e quelli tentati. Il numero sicuramente sale se si contano le vittime di reato che non hanno sporto denuncia e di cui la Polizia non ha traccia.

Sotto il mirino delle operazioni della banda di malfattori 5 abitazioni, 4 chiese, 2 centri scommesse, 2 istituti scolastici, 1 villaggio turistico, 1 rivenditore di tabacchi ed 1 distributore automatico di bevande.

Un colpo ben studiato

Il furto al “Sisal Match Point” di Gallipoli risale alla notte tra il 4 e il 5 gennaio scorso, un colpo studiato nei minimi dettagli. Per introdursi nel centro scommesse, la banda di ladri ha messo a segno una vera e propria azione da manuale degna del miglior Arsenio Lupin o Diabolik. Dopo aver scassinato la serratura di una saracinesca dell’edificio accanto al centro scommesse, il gruppo di malviventi ha rotto il vetro di un pozzo luce, si sono calati con una fune annodata all’interno dell’immobile per praticare un foro molto ambio (circa 75 x 60 cm.) nel muro del palazzo adiacente a quello dell’agenzia di betting. Dopo essersi introdotti attraverso il foro nel muro, la banda di ladri, grazie all’utilizzo di arnesi da scasso, asporta una cassaforte contenente 15mila euro, portandola via su un carrello sollevatore a due ruote.

Le indagini della Polizia

Gli uomini della Polizia di Gallipoli si sono subito messi al lavoro. L’attività investigativa è iniziata nei primi giorni del mese di gennaio: seppur non particolarmente lunga, le difficoltà incontrate dalle forze dell’ordine non sono state poche. La banda di ladri, infatti, ha sempre usato particolare attenzione per i  colpi, sempre ben architettati e studiati, senza mai lasciare tracce alle loro spalle e arnesi da scasso sui luoghi del delitto. L’accortezza minuziosa dei loro piani ha portato alla conclusione che tutti gli ambienti trafugati e le zone limitrofe utilizzate come via di fuga erano ben conosciuti dai ladri.

Il bottino dei furti comprendeva un po’ di tutto: dagli ori al denaro in contanti, dall’argenteria ai computer, sino addirittura anche a riguardare attrezzatura da lavoro (trapani, chiavi da officina, ecc.) e oltre 50 litri di olio d’oliva. Parte integrante del loro modus operandi era, poi, la violenza sugli oggetti ed il viso travisato.

Ma nemmeno tutta questa attenzione, quasi maniacale, è bastata a evitare il peggio alla banda di ladri. È stato un frammento, veramente molto piccolo, di impronte digitali a incastrare uno dei malviventi, lasciato sul vetro durante uno dei colpi. Grazie al rilievo dattiloscopico effettuato dalla Polizia Scientifica del Commissariato di Gallipoli, le indagini sono arrivate ad un punto di svolta e l’autore del furto è stato individuato.

Le indagini di polizia giudiziaria, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Maria Vallefuoco, hanno portato all’arresto in carcere, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, del 47enne gallipolino che risponde del reato di furto aggravato commesso con violenza sulle cose, con volto travisato ed in concorso di tre o più persone.

Ma le indagini non finiscono qui. Adesso, proseguono le investigazioni degli agenti di Polizia del Commissariato di Gallipoli per rintracciare i complici dei restanti furti.

La banda, potrebbe essere responsabile anche del tentativo di furto ai danni della Chiesa della Purità nella “Città Bella”. Il modus operandi sembrerebbe simile a quello messo in atto per il centro scommesse, utilizzando una corda per calarsi all’interno. In quell’occasione l’azione fallì in quanto partì il sistema di allarme.



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