Comportamenti minacciosi e violenti verso la concorrenza. Coppia di imprenditori ed il figlio finiscono a processo

Gli imputati potranno difendersi dalle accuse nel corso del dibattimento in aula che si aprirà il 4 marzo del 2024.

Una coppia di imprenditori, assieme al figlio, finiscono sotto processo per l’ipotesi di reato di illecita concorrenza con minaccia o violenza. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Angelo Zizzari, nella giornata di ieri, al termine dell’udienza preliminare. Il giudice ha dunque accolto l’istanza del pm Patrizia Ciccarese. Il processo si aprirà il 4 marzo del 2024, dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale.

Gli imputati, difesi dagli avvocati Sergio Camassa e Giuseppe Fersini, potranno difendersi dalle accuse nel corso del dibattimento in aula. Intanto, nel corso dell’udienza preliminare, le persone offese si sono costituite parte civile con gli avvocati Giampiero Tramacere e Sonia Mascia Cavalera.

I fatti si sarebbero verificati nel Capo di Leuca, tra giugno e settembre del 2021. L’inchiesta si è avvalsa delle dichiarazioni confluite nella querela presentata dalle persone offese.

In base all’ipotesi accusatoria, la titolare di una ditta individuale (specializzata in organizzazione di visite guidate, escursioni e crociere), il marito ed il figlio, avrebbero messo in atto una serie di comportamenti minacciosi e violenti per ostacolare l’attività concorrenziale di un’altra società operante nello stesso ambito.

Anzitutto, avrebbero minacciato il legale rappresentante ed i dipendenti con frasi del tipo: “Dovete sparire da….” e poi: “Io non vi faccio finire la stagione e la prossima volta sarò io a dare fuoco a tutti voi”.

Non solo, poiché secondo l’accusa, avrebbero ostacolato le manovre in entrata ed in uscita dell’imbarcazione dei “concorrenti” e simulato tentativi di speronamento, incutendo timore nell’equipaggio e nei passeggeri che assistevano alla scena. Inoltre, avrebbero mimato il gesto del taglio del collo nei confronti di un membro dell’equipaggio.

E come sostenuto dal pm nella richiesta di rinvio a giudizio, avrebbero impedito: ”l’esercizio dell’attività imprenditoriale all’ interno di uno spazio concorrenziale, alterando le regole di corretta competizione e pregiudicando l’attività stessa di autodeterminazione di un’impresa parimenti operante nella medesima realtà territoriale”.

Il figlio della coppia è accusato anche di lesioni personali verso i componenti dell’altro equipaggio. Si parla, nello specifico, di un pugno al torace e del lancio di un casco.

Tali accuse saranno vagliate nel corso del processo.