Omicidio Daniele e Eleonora, la criminologa Bruzzone: “De Marco un serial killer. Avrebbe ucciso ancora”.

Nel corso del processo è stata ascoltata anche la madre di Eleonora che si è chiesta in lacrime “Cosa ha mai fatto mia figlia per ricevere tutte quelle coltellate”.

Antonio De Marco ha la personalità di un vero serial killer e avrebbe ucciso ancora dopo l’omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta“. È stata ascoltata, dinanzi alla Corte d’Assise (presidente Pietro Baffa, giudice togato Francesca Mariano e giudici popolari), la nota criminologa Roberta Bruzzone, in qualità di consulente di parte (per il padre di Daniele De Santis), nell’ambito del processo sul duplice omicidio di via Montello che si sta svolgendo nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola.

Ha parlato, a proposito di De Marco, di “narcisista maligno”. Ha inoltre riferito che in base alle sue conclusioni, il 21enne studente di scienze infermieristiche di Casarano è affetto da un disturbo della personalità di tipo narcisistico, come stabilito anche dai periti del tribunale”. De Marco, “mosso dall’invidia ha organizzato fantasie di vendetta”. Ed ha messo in piedi: “un progetto dettagliato, senza perdere il contatto della realtà”.

La Bruzzone ha poi analizzato gli scritti dell’omicida reo-confesso, presentandoli come: “una forma di gratificazione…De Marco quel giorno diviene Vendetta”. A un certo punto: “ha deciso di punire la coppia perché Daniele ed Eleonora erano troppo felici, senza provare alcun senso di colpa”. Ed ha aggiunto: “De Marco non ha mai perso il controllo della realtà ed aveva progettato tutto, anche la tortura della coppia di fidanzati”.

La testimonianza della mamma di Eleonora

È stata ascoltata anche Rossana Carpentieri, madre di Eleonora. “Siamo state amiche”, ha detto dinanzi ai giudici, ed ha ricostruito il suo rapporto speciale con la figlia. Non solo, ha sottolineato lo splendido rapporto con lo zio e la nonna. Durante l’ascolto, si è chiesta: “Cosa ha fatto mia figlia per ricevere tutte quelle coltellate”.

Sempre questa mattina, è stato sentito un compagno di casa di De Marco, in via Fleming. Ha risposto alle domande del sostituto procuratore Maria Consolata Moschettini e degli avvocati dell’imputato e delle parti civili. Ed ha riferito che la sorella, la sera del delitto, le ha mandato un messaggio. A quel punto, ha inviato un messaggio nella chat condivisa tra i conquilini (tra cui De Marco) per dire che stava chiudendo la porta di casa. Ed ha aggiunto che la settimana prima di essere fermato, De Marco chiudeva la stanza a chiave. Il giorno del suo arresto, ha invece pensato che gli fosse successo qualcosa di grave, quando sono arrivati i carabinieri e hanno perquisito la casa.

L’altro compagno di casa, invece, ha riferito (in una scorsa udienza) che il giorno dopo l’omicidio, Antonio De Marco è rimasto in casa e non si è presentato in ospedale per frequentare il corso di scienze infermieristiche.

Sono stati nuovamente ascoltati in aula, il professore Andrea Balbi ed il neuropsichiatra Massimo Marra, i due periti nominati dai giudici della Corte d’Assise che hanno ribadito come De Marco era capace d’intendere e di volere, quando uccise a coltellate Daniele De Santis e Eleonora Manta, il 21 settembre del 2020, nell’abitazione di via Montello. E come sostengono i due periti, la suddetta capacità, “pare sia stata messa al servizio dei propositi omicidiari derivanti da rabbia e invidia“. Inoltre, secondo i consulenti, De Marco è capace di stare in giudizio.

Antonio De Marco risponde dei reati di duplice omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e dell’aver agito con crudeltà.

Anche oggi, è stato chiesto l’ascolto in aula di De Marco che ha però deciso di non presentarsi e sono quindi stati acquisiti i verbali dell’interrogatorio.

Il processo è stato rinviato al 15 marzo per l’ascolto delle due sorelle di Daniele De Santis. Verrano ascoltati i consulenti della difesa e De Marco potrà essere ascoltato e riportare dichiarazioni. Inoltre, in quella data, si chiuderà l’istruttoria dibattimentale e verrà stabilità la data della discussione.

Il collegio difensivo

La difesa del 21enne studente di scienze infermieristiche di Casarano è rappresentata dagli avvocati Andrea Starace e Giovanni Bellisario. La famiglia di Daniele De Santis è difesa dagli avvocati Mario Fazzini e Renata Minafra. La mamma, lo zio e la nonna di Eleonora sono assistiti dagli avvocati Francesco Spagnolo, Stefano Miglietta, Fiorella d’Ettorre. Il papà è invece difeso dall’avvocato Luca Piri. I familiari delle vittime si sono tutti già costituiti parte civile.



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