Omicidio Fasano: restano in carcere i due presunti killer

Rimangono dietro le sbarre anche gli altri otto indagati, finiti in manette giovedì scorso. Il gip Carlo Cazzella, però, non ha convalidato il fermo ritenendo che non vi fosse il pericolo di fuga.

ll giudice “conferma” la misura cautelare del carcere per i due presunti killer di Francesco Fasano, il 22enne di Melissano ammazzato con un solo colpo di pistola alla tempia. L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Carlo Cazzella ed il quadro accusatorio non è stato scalfito.

ll gip, però, non ha convalidato il fermo, ritenendo insussistente il pericolo di fuga.

L’udienza di convalida

Infatti, nella mattinata di sabato, presso il carcere di Borgo San Nicola, si è svolta l’udienza di convalida del fermo. Daniele Manni, 39enne e Angelo Rizzo, 23enne, entrambi di Melissano si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Erano presenti, oltre al gip Cazzella, anche il procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi ed il sostituto procuratore Stefania Mininni.

Ricordiamo che nelle scorse ore, la Procura ha emesso un decreto di fermo nei loro confronti, con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili.

A Daniele Manni è stato contestato anche il tentato omicidio per l’agguato “mancato” del 19 luglio, quando sparò alcuni colpi di pistola contro un’auto. Dentro c’erano il suo rivale Bevilacqua e Francesco Fasano, sopravvissuti quasi per miracolo.

Il giudice, non ha convalidato il decreto di fermo, ma disposto il carcere anche per altre otto persone, accusate assieme ai due presunti killer, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Si tratta di Pietro Bevilacqua, 32 anni; Antonio Librando, 42 anni; Biagio Manni, 50enne; Luciano Manni, 66 anni; Maicol Andrea Manni, 27enne; Luca Piscopiello, 37 anni; Luca Rimo, 36 anni (tutti di Melissano) e Gianni Vantaggiato, 48enne, residente a Tonco ( in provincia di Asti).

Gli otto indagati sono stati ascoltati (come i due presunti killer) presso il carcere di Borgo San Nicola e quasi tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Gianni Vantaggiato ha risposto alle domande del gip, affermando di essere estraneo alla presunta associazione a delinquere. Invece, Antonio Librando ha rilasciato spontanee dichiarazioni, respingendo gli addebiti.

Gli indagati sottoposti a fermo sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Fasano, Silvio Caroli, Stefano Pati, Mario Coppola.

Il collegio difensivo ha chiesto di non convalidare il fermo per la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza.

L’omicidio di Fasano e l’autopsia

L’omicidio sarebbe stato eseguito per lanciare un avvertimento al gruppo “ribelle”, nato dalla frattura interna che ha diviso le strade dell’organizzazione criminale, un tempo guidata da Emanuele Cesari.

Secondo gli investigatori, Fasano è stato ucciso perché era l’anello debole del gruppo. È bastato un solo colpo di  una calibro 9, sparato a bruciapelo all’altezza dell’arcata sopracciliare sinistra.

La chiamata al 112 che segnalava il corpo senza vita è arrivata alle 23.42, ma quando i carabinieri hanno raggiunto il luogo di quello che sembrava un incidente stradale, hanno notato che il corpo era stato trascinato per diversi metri, probabilmente dall’auto di un’automobilista, che si è dileguato.

Ad ogni modo, sarà l’autopsia a chiarire meglio le cause della morte di Fasano e la dinamica dell’omicidio. Nella giornata di oggi, il medico legale Roberto Vaglio effettuerà l’esame sul cadavere del 22enne di Melissano.



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