“Paga o sveliamo il video mentre guardi un porno”. Anche Leccenews24 nella rete dei ricatti via mail

“Paga o manderemo ai tuoi contatti il video mentre guardi un sito porno”. Dopo un periodo di ‘calma’, torna la minaccia informatica che promette di svelare i “segreti”.

Sembrava una truffa passata di moda dopo il clamore mediatico suscitato dal programma di Italia1 “Le Iene” che aveva acceso i riflettori su questa nuova forma di ricatto via mail, ma dopo un periodo di calma apparente ecco tornare le missive che hanno fatto scatenare il panico tra gli internauti. Anche la redazione di Leccenews24 ha ricevuto il classico messaggio, dallo stesso indirizzo utilizzato per ricevere la posta.

“Abbiamo un video mentre guardi un porno”

Il testo è quasi minaccioso e l’offerta non negoziabile. «Ti sto seguendo da mesi. Ciò significa che posso vedere tutto sullo schermo, accendere la videocamera e il microfono, ma non ne sai nulla. Ho anche accesso a tutti i tuoi contatti e tutta la tua corrispondenza», si legge.

Il tono utilizzato dal mittente, senza nome, è perentorio: «Sei stato infettato da malware attraverso un sito per adulti che hai visitato. Ho fatto un video che ti ritrae mentre guardi un porno». Che sia vero o meno, vieni comunque colto di sorpresa.

Poi il ricatto, vero e proprio: «Con un clic del mouse, posso inviare questo video a tutte le tue e-mail e contatti sui social network. Se vuoi impedirlo dovrai versare 201€ al mio indirizzo bitcoin. Dopo aver ricevuto il pagamento, eliminerò il video e non mi sentirai mai più. Ti do 48 ore per pagare. Non appena apri questa lettera, il timer funzionerà e riceverò una notifica».

Ci è andata anche bene. A volte la richiesta è arrivata fino a 5.000 dollari in criptomoneta. Ma anche se fosse stato un solo euro o centesimo non bisogna cedere. Qualcuno lo ha fatto: chi aveva un ‘segreto’ da nascondere, ma anche chi ha temuto di finire sulla bocca di familiari, amici e conoscenti per un fotomontaggio ha pagato, alimentando la diffusione della minaccia. Le e-mail ricevute da ignari cittadini, volti noti e meno noti, sono centinaia, sicuramente meno delle segnalazioni giunte alla Polizia Postale.

Il perché molte vittime non si rivolgono alle Autorità è chiaro nel messaggio stesso inviato dallo sconosciuto: «Presentare un reclamo da qualche parte non ha senso perché questa email non può essere tracciata come il mio indirizzo bitcoin. Non commetto errori! Se scopro che hai condiviso questo messaggio con qualcun altro, il video verrà immediatamente distribuito».

Insomma, non hai scelta. O metti mano al portafoglio o finisci (o rischi di finire) in uno scandalo. Ma non è così. Si tratta solo dell’ennesima trovata di criminali virtuali.



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